Christopher Nkunku arriva alla sfida tra Milan e Lazio con una pressione diversa dal solito. Questa sera, a San Siro, il francese si gioca più di una semplice maglia da titolare: si gioca un pezzo del suo racconto rossonero. L’assenza contemporanea di Gimenez e Pulisic, fuori rispettivamente per un problema alla caviglia e per un risentimento muscolare, gli spalanca una porta che non può permettersi di lasciare socchiusa. E il calendario gli offre il palco migliore possibile: il Meazza illuminato, un avversario in corsa per l’Europa e il peso di un’occasione che vale molto più dei novanta minuti.
Alla ricerca della prima gioia in campionato
La prima rete con il Milan Nkunku l’ha già siglata, a settembre, in Coppa Italia contro il Lecce. Ma in Serie A il conto è ancora fermo a zero. Un dato che stride con il valore dell’investimento fatto dal club e con le aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo dopo un’estate consumata tra trattative, rinvii e valutazioni tecniche. Fin qui le sue presenze da titolare in campionato sono appena due, contro Roma e Parma, mentre negli spezzoni a gara in corso non sempre ha convinto, come nei dodici minuti del derby con l’Inter in cui alcune scelte affrettate avevano fatto perdere la calma al suo tecnico, che avrebbe gradito una gestione più ordinata del possesso.
Oggi lo scenario è diverso: nel 3-5-2 rossonero, Nkunku e Leao rappresentano le uniche soluzioni offensive a disposizione dall’inizio. L’unico possibile jolly a partita in corso sarà Loftus-Cheek, ma l’obiettivo del francese è chiaro: restare in campo fino a risultato acquisito, magari dopo aver firmato la sua prima rete in campionato.
L’investimento e la promessa da mantenere
Il Milan in estate ha scelto Nkunku superando piste più tradizionali e profili più strutturati. I rossoneri cercavano un attaccante con caratteristiche diverse, e la scelta è ricaduta su di lui nonostante una parentesi al Chelsea tutt’altro che memorabile. Il costo dell’operazione – 37 milioni più bonus, secondo solo a Leao tra gli acquisti offensivi nella storia del club – è la prova di quanto la dirigenza creda nelle sue qualità. Con il Lipsia aveva numeri da protagonista assoluto: 70 gol e 56 assist in 172 presenze, con una continuità che aveva attirato mezza Europa. Ora tocca a lui dimostrare che Milano può essere il nuovo ambiente in cui ritrovare quella brillantezza, lasciando definitivamente alle spalle la parentesi inglese.
Il supporto dello spogliatoio
Se c’è un elemento che non è mai mancato, è la fiducia dei compagni. Nei giorni scorsi Rabiot, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha raccontato il suo pensiero sul collega e connazionale: «È un talento e lo ha già dimostrato. Siamo cresciuti insieme, lui, Maignan e io. Al Milan è arrivato fuori forma dopo il periodo al Chelsea, ma ora sta bene e ha voglia di spaccare. Quando si sbloccherà, lo vedrete davvero.» Parole che pesano, soprattutto dette da una delle colonne dello spogliatoio. Ora l’ultima risposta tocca a lui.
Una notte che può cambiare tutto
Il destino di certi giocatori passa attraverso partite simboliche, serate che indirizzano un percorso. Per Nkunku, Milan-Lazio rischia di essere proprio questo: una notte in cui talento, pazienza e aspettative finalmente si incrociano. Tutti aspettano un segnale, una scintilla, un gol che possa cambiare la sua storia rossonera. San Siro è pronto. Ora tocca a lui.

