Milan, gli allenatori passano ma c’è un tema nascosto: dove sono finiti i “veri” capitani?

Il terzo allenatore portoghese in tre anni porta con sé una domanda senza risposta: chi sarà il simbolo e il capitano del nuovo corso rossonero? Il portiere francese piace a mezza Premier League e al PSG campione d'Europa

3 min di lettura

Il Milan ripartirà da Ruben Amorim, che nel giro di qualche ora ha scavalcato Glasner ed è diventato il preferito del duo Ibrahimovic-Cardinale per la prossima stagione. Ma il popolo rossonero, alla luce della fatidica scelta in panchina dopo settimane di incredibile stallo, si domanda lecitamente chi sarà il giocatore simbolo, e capitano, del nuovo corso rossonero.

Un nuovo portoghese, dunque, con Amorim che subentra ad Allegri e avrà il compito non solo di riportare il Diavolo in Champions League, ma anche di fare un bel percorso in Europa League. Dove sulla carta il Diavolo parte tra le favorite del caso, considerato anche l’organico attualmente presente in rosa.

Milan, il terzo portoghese negli ultimi 3 anni: nuovo capitano all’orizzonte?

Lo ricorderanno, purtroppo per loro, i tifosi milanisti che durante la stagione 2024/25, chiusa all’8° posto in classifica, non si sono potuti immedesimare in un beniamino fisso in campo. Nella prima parte di stagione, con Paulo Fonseca in panchina, l’allenatore ex Roma dichiarò testualmente come non ci fossero capitani fissi in rosa: “Quando sono arrivato qui ho visto che i capitani sono i giocatori con più partite. Lo rispetto, ma voglio una leadership allargata. Ne abbiamo cinque in rosa, vogliamo condividere questa responsabilità”, disse il portoghese nel pre-match di Champions contro il Bayer Leverkusen.

Parole rispettate dato che in quella stagione ad alternarsi la fascia sul braccio furono l’ex Calabria, poi Tomori, Theo Hernandez, Maignan e Leao. Con Conceicao, invece, sono stati gli ultimi due a godere di questo privilegio, dato che le frizioni dell’ex Porto con Calabria hanno portato all’addio al Milan del terzino rossonero.

I capitani del Milan: con Allegri maggiore stabilità

L’ex Juventus si è affidato a Maignan per la sua evidente forza nello spogliatoio e per il carattere grintoso che il francese ha sempre dimostrato da quando è arrivato a Milanello. Come suo vice, premiato Matteo Gabbia per tutta la trafila nel mondo rossonero, e per metterci pubblicamente la faccia in alcune serate particolarmente storte.

Senza Champions League e con un nuovo corso (al momento) senza certezze, per Maignan si potrebbe fare nuovamente sotto il Chelsea, con l’ambita Premier League da disputare, o il Liverpool qualora Alisson dovesse lasciare Anfield. Occhio, però, anche ad un potenziale ritorno di fiamma del Psg neo campione d’Europa. Safonov è al centro del progetto di Luis Enrique, ma Maignan non ha mai nascosto il desiderio di voler tornare in Francia.


Pubblicità