Tra le pagine del magazine Billboard, l’attaccante messicano acquistato l’inverno scorso per 32 milioni dagli olandesi del Feyenoord, si racconta in una lunga intervista doppia assieme al rapper Ernia. Entrambi hanno un legame molto stretto con il Milan, dal momento che anche l’artista ha spesso dichiarato di esserne tifoso e gli ha dedicato un pezzo nel 2018 (‘La pelle del Puma‘, uscito al momento dell’accordo tra il Milan ed il brand Puma). Molti i temi trattati; dal prossimo mondiale americano, al suo rapporto con San Siro, con il pubblico e con la Fede.
Santi e l’imminente Mondiale in casa
La stagione del Bebote è stata tutt’altro che positiva; un solo gol segnato (contro il Lecce in coppa Italia) e anche un lungo stop per un serio infortunio alla caviglia, che lo ha tenuto lontano dai campi per 4 mesi. Ora però ha intenzione di lasciarsi tutto alle spalle, almeno per il momento, e concentrarsi esclusivamente sul Mondiale con il Messico, in cui sarà tra i protagonisti assoluti.

Domani sera andrà in scena la partita inaugurale contro il Sud Africa e lui sarà in prima linea allo stadio Azteca: ” È uno stadio incredibile, e per me è un sogno poter giocare lì. La prima volta che ci giocai era con il Cruz Azul all’inizio della mia carriera. Lì inoltre abbiamo vinto il campionato messicano, e fu magico, perché non accadeva da 23 anni. Per me l’Azteca è lo stadio con più storia a livello di nazionali, dal momento che è il terzo mondiale che ospita e lì sono diventati campioni Maradona e Pelè“.
San Siro, l’amore per il Milan e la Fede
Sul rapporto con l’altro stadio ‘suo’, ovvero San Siro (al momento attuale), Santi dichiara: ” Credo sia uno degli stadi più importanti della storia, ma ciò che lo rende speciale è il pubblico, che sostiene ininterrottamente la squadra dal primo al novantesimo. Poi io sono un tifoso del Milan sin da quando ero bambino, e trovarmi a giocare in quello stadio, che potevo vedere solo dalla televisione, ha un grandissimo significato per me’.

Di solito queste sono spesso dichiarazioni di circostanza, e si tende a prenderle con le pinze quando un calciatore le pronuncia. Nel caso di Giménez però, sembravano veramente sincere, anche perché non è a prima volta che si espone così. Poi continua: “Il calciatore che mi ha ispirato di più è Kakà, perché fin da bambino l’ho sempre ammirato a livello tecnico ed anche perché condividiamo una profonda Fede in Dio. Mi sono avvicinato alle Fede quando avevo 17 anni, perché i medici, a causa di una trombosi, mi dissero che non avrei più potuto giocare a calcio. Lì mi sono aggrappato alla Fede e Dio ha compiuto un miracolo, permettendomi di tornare a giocare”.
Un futuro rossonero incerto
Non si sa ancora quale sarà il futuro di Giménez la prossima stagione. Il suo contratto con il Milan scade nel 2029, ma autorevoli voci di mercato lo vedono ancora in serie A, ma lontano da Milano, complice la sua stagione poco fortunata in cui proprio non è riuscito ad incidere. Si parla di un forte interessamento della Lazio, con Gattuso che gradirebbe molto l’attaccante. Intanto però c’è un mondiale di mezzo, in cui Giménez potrà ritornare a brillare e rivalutare il suo cartellino. Sarà poi tutto più chiaro nel momento in cui non ci saranno più incognite circa il nuovo direttore sportivo ed il nuovo allenatore dei rossoneri.