La grande ritirata dei bomber rossoneri: il Milan scopre un vuoto di gol che non vedeva da sei anni

I dati ufficiali della stagione certificano il fallimento del reparto offensivo. Leao si ferma a nove reti, Pulisic a otto, mentre Nkunku non va oltre le sette marcature.

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La fine del campionato di Serie A certifica una carestia offensiva che a Milanello non si registrava da oltre un lustro. Il Milan ha chiuso l’attuale stagione senza che nemmeno uno dei suoi calciatori sia riuscito a superare o eguagliare la soglia dei 10 gol segnati in campionato, un dato che interrompe bruscamente una striscia di continuità realizzativa durata sei anni. I numeri finali fotografano una frenata collettiva: Rafael Leao ha abbandonato la corsa alla doppia cifra fermandosi a quota 9 reti, inseguito da Christian Pulisic che ha chiuso la sua annata a 8. Nemmeno l’ultimo squillo di Christopher Nkunku nella trasferta contro il Genoa, che ha portato il francese a quota 7, è bastato a raddrizzare una statistica impietosa.

L’anomalia balza all’occhio analizzando lo storico recente del club, abituato a distribuire il peso dell’attacco su più interpreti. Nella passata stagione (2024/2025) lo stesso Pulisic aveva guidato il gruppo con 11 gol, scortato dalle 10 marcature di Tijjani Reijnders, mentre l’anno precedente era stato il passo d’addio di Olivier Giroud (15 reti) a garantire il bottino pesante insieme allo statunitense. Andando a ritroso, il tandem composto dal francese e da Leao aveva timbrato il cartellino in doppia cifra sia nel 2022/2023 sia nell’anno dello scudetto (2021/2022). La cooperativa del gol aveva toccato il suo apice nel 2020/2021 con Zlatan Ibrahimovic a quota 15, Franck Kessie a 13 e Ante Rebic a 11, per una tendenza inaugurata nel 2019/2020 proprio dallo svedese e dall’esterno croato.

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