Terremoto Milan, il tifo organizzato contro Ibrahimovic: il gruppo Old Clan accusa il dirigente di aver sabotato la squadra

Un durissimo comunicato della fazione della Curva Sud Milano contesta la gestione societaria di RedBird e punta il dito contro l'ex attaccante svedese, definito il responsabile del caos societario.

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La tifoseria organizzata della Curva Sud Milano, attraverso una nota ufficiale diffusa in queste ore dal gruppo Old Clan, ha lanciato un durissimo attacco frontale contro il Senior Advisor di RedBird Zlatan Ibrahimovic, accusato di essere il principale responsabile del recente azzeramento dei vertici societari e del fallimento sportivo della squadra. La dura presa di posizione dei sostenitori rossoneri si colloca all’interno di una contestazione permanente che ha già visto la comparsa di diversi striscioni di protesta nei pressi di Casa Milan e dello stadio di San Siro. Secondo quanto denunciato dai tifosi, l’allontanamento in massa dell’allenatore Massimiliano Allegri, dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore tecnico Geoffrey Moncada e del direttore sportivo Igli Tare non sarebbe altro che la conseguenza diretta delle scelte egocentriche dell’ex calciatore svedese, che avrebbe ridotto il club a un contenitore vuoto, privo di valori e di figure apicali di riferimento alla data del 27 maggio.

Nel testo del comunicato della fazione rossonera vengono elencati dettagliatamente tutti i passaggi gestionali attribuiti a Ibrahimovic e considerati fallimentari o guidati da logiche strettamente personali. L’atto d’accusa si apre con il ricordo dell’allontanamento di Ignazio Abate dalla panchina della Primavera, motivato secondo il gruppo dal mancato impiego del figlio del dirigente, per poi proseguire con l’inserimento nei quadri societari del dirigente Jovan Kirovski alla guida del progetto Milan Futuro, un’operazione che ha portato alla retrocessione dalla Serie C e all’eliminazione nei playoff di Serie D. I tifosi contestano inoltre le vecchie scelte tecniche legate a Paulo Fonseca e Sérgio Conceição, ma concentrano le accuse più gravi sulla stagione appena conclusa, parlando apertamente di un piano orchestrato per danneggiare l’andamento del gruppo sul campo: “Non poteva sopportare che qualcuno offuscasse la sua sinistra figura ed ha quindi scientificamente sabotato la squadra per impedirle di arrivare al risultato. Le chiamate ai giocatori in odore di taglio a fine anno, la non esultanza al gol di Saelemakers domenica, seguita dalla frase di Cardinale ‘se avessimo vinto avremmo buttato via un anno’, sono la prova inconfutabile che c’è stata premeditazione”.

La durissima requisitoria degli ultras si chiude con una formale dichiarazione di guerra sportiva nei confronti del dirigente svedese, paventando il rischio di un definitivo declino della squadra verso le posizioni di bassa classifica e l’ipotesi di una retrocessione. Il gruppo Old Clan ha annunciato la volontà di mantenere una linea di opposizione costante e intransigente fino a quando l’attuale consulente di RedBird continuerà a occupare il proprio ruolo operativo all’interno degli uffici della sede milanese, ribadendo l’assoluta incompatibilità tra la permanenza dell’ex attaccante e il futuro del club.

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