Disastro Milan, la mancata Champions fa saltare la dirigenza: Ibrahimovic contestato e ridimensionato

l crollo casalingo contro il Cagliari spinge i rossoneri in Europa League e attiva la rifondazione totale di RedBird: addio a Furlani, Moncada e Tare, mentre lo svedese perde centralità.

Redazione
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La clamorosa sconfitta interna per 1-2 subita a San Siro contro il Cagliari ha sancito la matematica esclusione del Milan dalla prossima Champions League, decretando il declassamento in Europa League e innescando un immediato azzeramento dei vertici societari rossoneri. Secondo quanto riferito questa mattina dal Corriere della Sera, la proprietà ha deciso di avviare una vera e propria rivoluzione dirigenziale che colpirà l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore tecnico Geoffrey Moncada e il direttore sportivo Igli Tare, tutti destinati all’addio. Il fallimento sportivo, maturato in concomitanza con le contemporanee vittorie di Como e Roma che si sono garantite gli ultimi due passaggi per l’Europa che conta, ridisegnerà pesantemente anche il futuro di Zlatan Ibrahimovic, il cui raggio d’azione all’interno del club verrà fortemente ridotto.

Il perimetro operativo dell’ex attaccante svedese, attuale Senior Advisor di RedBird, subirà una netta contrazione strategica proprio a causa del naufragio del progetto tecnico, limitando le sue mansioni future quasi esclusivamente allo sviluppo di progetti commerciali nel territorio degli Stati Uniti. La svolta epocale per l’assetto di via Aldo Rossi arriva al culmine di una serata drammatica dal punto di vista sportivo, che ha scatenato la dura contestazione del pubblico milanista presente allo stadio. Come riportato dall’inviato della testata giornalistica MilanNews.it, la tensione ha raggiunto i massimi livelli subito dopo il triplice fischio finale dell’incontro, quando lo stesso Ibrahimovic è stato costretto ad abbandonare precipitosamente le tribune dell’impianto milanese per dirigersi verso le aree interne dello stadio.

Il dirigente svedese è stato infatti scortato fino al parcheggio per evitare contatti diretti con l’ambiente circostante, venendo comunque intercettato da un gruppo di sostenitori milanisti. Nel corso del breve tragitto verso la propria autovettura, il consigliere della proprietà americana ha dovuto subire i cori di disapprovazione, le critiche e la forte ira dei tifosi, delusi e arrabbiati per la gestione di una stagione agonistica considerata fallimentare. Le prossime ore serviranno alla proprietà per formalizzare i provvedimenti d’uscita dei tre manager dell’area sportiva e per definire i nuovi equilibri commerciali legati alla figura del campione di Malmö, atteso ora a un ruolo distante dalle scelte di campo del nuovo ciclo.

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