Il Milan rompe gli indugi per il post-Giroud e avvia il casting per il nuovo numero 9, tracciando un identikit preciso per Massimiliano Allegri: un centravanti fisico, dominante e di respiro internazionale. Il sogno proibito della dirigenza rossonera resta Dusan Vlahovic, profilo che il tecnico livornese accoglierebbe a braccia aperte, nonostante il cauto ottimismo filtante dalla Juventus per un rinnovo fino al 2028. La complessità dell’affare serbo spinge il club a monitorare diverse piste alternative, con Santiago Castro del Bologna in cima alla lista delle preferenze, sebbene la valutazione di 40 milioni di euro imposta dagli emiliani rappresenti un ostacolo non indifferente.
Le manovre diplomatiche di Igli Tare si sono concentrate nelle ultime ore su Mateo Retegui: i contatti diretti con l’entourage dell’italo-argentino confermano l’interesse concreto, ma lo scoglio principale resta l’ingaggio percepito all’estero, attualmente fuori dai parametri rossoneri. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi Moise Kean, la cui clausola rescissoria da 62 milioni di euro (attivabile nella prima metà di luglio) rende però l’operazione estremamente rigida sotto il profilo finanziario. La dirigenza valuta con attenzione i costi fissi e gli ammortamenti, conscia di dover consegnare ad Allegri un terminale offensivo capace di reggere il doppio impegno tra Serie A e competizioni europee.
Parallelamente ai profili strutturati, emergono due suggestioni d’élite: Robert Lewandowski e Romelu Lukaku. Il polacco, in scadenza con il Barcellona a giugno, rappresenta una opportunità di mercato a parametro zero che il Milan è pronto a cogliere qualora il calciatore decidesse di tentare l’avventura in Italia. Più complessa, ma non impossibile, la pista che porta a Big Rom: il belga vive un momento di tensione a Napoli e la storica stima di Allegri nei suoi confronti potrebbe innescare un clamoroso effetto domino in estate. Tra clausole pesanti e parametri zero di lusso, il Milan prepara l’affondo per blindare l’attacco del futuro.