Il Milan si trova davanti a un bivio stagionale che non ammette errori. La sfida di domani sera a San Siro contro il Como non è solo un recupero di calendario, ma un autentico spartiacque per le ambizioni rossonere. Da una parte la possibilità di continuare a tallonare l’Inter capolista, mantenendo viva una fiammella scudetto che pareva spenta; dall’altra, il rischio di scivolare in un anonimo controllo del quarto posto. Massimiliano Allegri ha alzato i toni a Milanello: gli “spifferi” che arrivano dal lario raccontano di un Cesc Fàbregas pronto a vendicare il pesante KO interno di un mese fa con una trappola tattica studiata nei minimi dettagli.
Emergenza mediana e il jolly Saelemaekers
La preparazione al match è stata turbata da un’assenza che sposta gli equilibri: Adrien Rabiot non sarà della partita. Il forfait del francese priva Allegri del suo “equilibratore” fisico e tattico, un vuoto che peserà enormemente nella gestione del possesso palla. La buona notizia riguarda invece Alexis Saelemaekers, ufficialmente recuperato, anche se il tecnico livornese difficilmente lo rischierà dal primo minuto, preferendo tenerlo come arma tattica a gara in corso.
Sullo sfondo, però, resta il tema che sta infiammando il calcio italiano: la credibilità del sistema arbitrale. Il Milan ha scelto di non restare in silenzio davanti agli errori di Inter-Juventus, definendo l’episodio Kalulu-Bastoni un attacco diretto alla regolarità del torneo. «È inaccettabile che il protocollo VAR impedisca di correggere un errore grossolano come la simulazione di Bastoni», filtra dagli ambienti rossoneri. La sensazione è che si stia “prendendo a picconate” l’interesse dei tifosi, costretti a commentare interpretazioni fantasiose che rischiano di svuotare gli stadi e disincentivare gli abbonamenti televisivi.
Effetto Modrić: il rinnovo è più di una suggestione
In questo clima di tensione, una luce arriva dal futuro di Luka Modrić. Il sodalizio rossonero è entusiasta dell’impatto del croato, divenuto in pochi mesi il leader spirituale dello spogliatoio. Sebbene l’ex Real Madrid si sia riservato di decidere a fine stagione, le sensazioni che filtrano da chi gli è vicino descrivono un giocatore profondamente felice dell’avventura milanese.
Il presupposto fondamentale per la fumata bianca resta la qualificazione alla prossima Champions League: l’idea di guidare il Diavolo nel torneo più prestigioso d’Europa è lo stimolo che potrebbe convincere il fuoriclasse a firmare per un’altra stagione. Allegri spinge per la permanenza, consapevole che un campione del suo calibro sia l’unico in grado di colmare il gap tecnico con le grandi potenze europee.