Jean-Philippe Mateta si trova a fare i conti con una doppia battuta d’arresto, sportiva e personale, dopo il mancato trasferimento al Milan e i problemi al ginocchio che ne hanno bloccato l’operazione. È questa la fotografia dei prossimi mesi del centravanti francese, il cui futuro immediato appare oggi più incerto che mai, tra uno stop fisico da gestire e una concorrenza sempre più serrata sia nel club sia in chiave Nazionale.
Il punto di svolta è arrivato a gennaio, quando le verifiche mediche hanno fatto emergere una criticità al ginocchio, inducendo il Milan a tirarsi indietro. Da quel momento, il tempo ha iniziato a giocare contro Mateta, mentre il suo club ha rapidamente cambiato orizzonte.
Il Palace ha già girato pagina
Il Crystal Palace non ha atteso sviluppi. Nel giro di poche settimane ha rifondato il reparto offensivo, chiudendo per l’arrivo dell’internazionale norvegese Jörgen Strand Larsen dal Wolverhampton e investendo 40 milioni di euro per Brennan Johnson dal Tottenham. A completare il quadro, anche l’innesto di Evann Guessand in prestito dall’Aston Villa.
Una sequenza di operazioni che racconta una scelta netta: il Palace ha già archiviato il capitolo Mateta, riducendo drasticamente lo spazio e il peso del francese nelle gerarchie future.
La corsa verso Francia 2026 si complica
Se il presente di club è pieno di incognite, il futuro in Nazionale non offre scenari più rassicuranti. In vista del Mondiale 2026, Didier Deschamps dovrà operare una selezione durissima. Se il commissario tecnico francese partirà con otto attaccanti, al momento Kylian Mbappé, Ousmane Dembélé, Désiré Doué, Bradley Barcola, Michael Olise, Rayan Cherki e Hugo Ekitike sembrano avere un vantaggio significativo.
Resta un ultimo posto, che si preannuncia come una vera corsa a eliminazione. In lizza ci sono Marcus Thuram, Kingsley Coman, Maghnes Akliouche, Randal Kolo Muani, Christopher Nkunku, Florian Thauvin e lo stesso Mateta.
Il nodo decisivo: tornare a giocare
Il problema, per il centravanti del Palace, è semplice e allo stesso tempo cruciale: per convincere Deschamps bisogna giocare, trovare continuità, accumulare minuti e rendimento. Oggi, però, tra i problemi al ginocchio e una concorrenza interna aumentata, lo spazio si assottiglia.
Il rischio è concreto: l’infortunio non solo ha fatto saltare il passaggio al Milan, ma potrebbe incidere anche sulla possibilità di restare agganciato al treno che porta a Francia 2026. Il tempo non è ancora scaduto, ma la strada, ora, è decisamente in salita.