Milan, il nodo Leão: Allegri valuta la svolta e pensa a Füllkrug

Il portoghese frenato dall’infiammazione al pube: da Bologna possibile cambio offensivo per tutelarlo.

Redazione
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Il pareggio dell’Olimpico contro la Roma ha lasciato al Milan un punto utile ma anche un nodo che Massimiliano Allegri non può più rimandare: lo stato fisico di Rafael Leão. La prestazione del portoghese nella Capitale, limitata e priva delle sue consuete accelerazioni, ha acceso definitivamente il dibattito interno allo staff rossonero. Con il campionato che entra nella fase decisiva, il tecnico è chiamato a scegliere se continuare a forzare il suo uomo simbolo o se cambiare spartito già dalla trasferta di Bologna.

Leão e il dolore che non passa

I numeri della gara dell’Olimpico parlano chiaro: un solo tocco in area e nessun dribbling tentato. Per un giocatore che ha costruito la propria centralità sull’uno contro uno, è un segnale inequivocabile. Leão convive da settimane con un’infiammazione al pube che rischia di evolvere in pubalgia cronica. Allegri ha provato a ridimensionare il quadro parlando di «un dolore minimo ma fastidioso», ma la sensazione restituita dal campo è diversa: il portoghese appare frenato, prudente, lontano dalla sua versione devastante.

Nonostante gli otto gol stagionali, l’incisività è calata sensibilmente nelle ultime uscite. Leão si muove spesso lontano dall’area, evita lo strappo profondo e sembra quasi dosare ogni cambio di direzione per non sollecitare la zona infiammata. Un atteggiamento comprensibile, ma che finisce per impoverire l’attacco rossonero.

Il rischio di forzare e la gestione del leader

La disponibilità del numero 10 non è mai mancata. Sta stringendo i denti, assumendosi responsabilità da leader in un momento delicato della stagione. Ma il confine tra generosità e logoramento è sottile. Continuare a utilizzarlo senza una vera finestra di recupero potrebbe significare perderlo nel momento in cui il calendario presenterà il conto più salato.

Il Milan, che arriva da tre pareggi nelle ultime cinque partite, ha bisogno di soluzioni immediate per ritrovare concretezza offensiva. Ed è qui che il discorso tattico si intreccia con quello medico.

Füllkrug, da alternativa a possibile titolare

In questo scenario prende quota il nome di Niclas Füllkrug. Il centravanti tedesco, arrivato a gennaio, ha impiegato tre minuti per lasciare il segno contro il Lecce, risolvendo la gara con un colpo di testa autoritario. La sua presenza offre ad Allegri una variante netta: meno strappi e fantasia, più peso specifico in area, più riferimenti per chi arriva da dietro.

L’idea di schierarlo dal primo minuto, magari liberando Nkunku o Pulisic da compiti di finalizzazione pura, consentirebbe al Milan di cambiare pelle senza snaturarsi. E soprattutto aprirebbe uno scenario prezioso: fermare Leão per 15-20 giorni, dedicandolo a terapie mirate e carichi differenziati, per spegnere definitivamente l’infiammazione.

Una scelta che guarda avanti

La decisione di Allegri non riguarda solo Bologna, ma il rush finale di marzo e aprile, quando ogni punto avrà un peso specifico doppio. Rinunciare ora a Leão potrebbe sembrare un sacrificio, ma potrebbe rivelarsi un investimento decisivo. Continuare così, invece, rischia di trasformare un fastidio gestibile in un problema strutturale.

Il Milan è davanti a un bivio: proteggere il suo talento più brillante per riaverlo al massimo o insistere, sperando che il dolore resti sotto controllo. Da Bologna in poi, la risposta potrebbe arrivare direttamente dal campo.

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