Le fortune offensive del Milan passano da lui. Era il segreto di pulcinella già a inizio stagione, ancor di più vero risulta essere dopo la strabiliante prima parte di campionato di Christian Pulisic. 8 gol in 10 partite, giocate determinanti e l’esperienza per saper gestire anche i compiti di copertura richiestigli da mister Allegri. All’improvviso, però, la luce si è spenta. Il 2026 sembra aver restituito la versione sbiadita del talento statunitense, ancora a secco di gol ma, soprattutto, relegato in panchina nelle ultime uscite.
Una crisi inaspettata
I motivi di questo calo possono essere diversi: su tutti, la forma fisica. In carriera, Pulisic ha spesso accusato fastidi che ne hanno limitato la continuità di prestazioni: nell’ultimo periodo, sono la caviglia e un affaticamento al bicipite femorale a non dargli tregua. Va da sé che, anche quando chiamato in campo, il numero 11 rossonero non è sereno, e si spiegano anche così gli errori davanti alla porta a Firenze e contro la Roma, per lui inusuali.
È sempre nel mirino degli avversari
C’è poi l’aspetto tattico: con un Leao che sistematicamente rinuncia a sfruttare la sua velocità per superare l’uomo e un Füllkrug appena arrivato, le difese avversarie hanno capito che è Pulisic l’attaccante più pericoloso dei rossoneri. Se prima gli concedevano qualche giocata indisturbata intorno all’area di rigore, ecco che ora scatta subito la marcatura preventiva su di lui. Di conseguenza le difficoltà aumentano, e di un Pulisic meno ispirato risente tutta la squadra.
A Bologna rivedremo il vero Pulisic?
Il calendario potrebbe però venire in aiuto dello statunitense: da qui a metà febbraio, il Milan dovrà gestire un solo impegno settimanale e Christian avrà più tempo per mettersi alle spalle i fastidi e recuperare la forma migliore. La trasferta a Bologna di martedì prossimo sarà quindi una ghiotta occasione per tornare il Pulisic di sempre. Lo stesso che ha fatto innamorare i tifosi sin dalla prima uscita in maglia rossonera, bagnata da un gol. Era il 21 agosto 2023 e si giocava proprio allo stadio Dall’Ara: alle volte, il destino…