Il Milan è secondo in classifica, a tre punti dalla vetta, e il peso specifico di Adrien Rabiot è diventato un dato strutturale della stagione rossonera. A distanza di mesi dal suo arrivo, maturato negli ultimi giorni di agosto su precisa indicazione di Massimiliano Allegri, il centrocampista francese si è imposto come uno degli uomini chiave della corsa al vertice, cambiando volto e rendimento della squadra.
Rabiot-Milan, l’impatto che spiega una scelta estiva
L’innesto di Adrien Rabiot ha risposto a un’esigenza precisa: dare al centrocampo del Milan struttura, personalità e continuità. Il francese ha portato carisma, forza fisica e leadership, ma anche corsa e inserimenti, aggiungendo nelle ultime settimane un contributo concreto in zona gol. Con lui in campo dall’inizio, il Milan ha assunto un’identità più solida e riconoscibile, capace di reggere i momenti di pressione e di accelerare quando serve.
I numeri che fanno la differenza
Le cifre raccontano meglio di qualsiasi analisi l’importanza del centrocampista. Nelle tredici partite giocate con Rabiot titolare, il Milan ha raccolto 33 punti, viaggiando a una media di 2,5 a gara. Proiettando questo rendimento sull’intero campionato, la squadra rossonera arriverebbe a sfiorare quota 88 punti, esattamente la soglia indicata dallo stesso Allegri come potenziale quota scudetto dopo il successo contro il Lecce. Un dettaglio che rafforza l’idea di quanto il francese sia diventato centrale nel progetto tecnico.
Quando Rabiot manca, cambia il Milan
Il confronto con le gare senza di lui è altrettanto eloquente. Nelle otto partite in cui Rabiot non è partito dal primo minuto – le prime due per questioni di mercato, le successive per l’infortunio al polpaccio rimediato in nazionale – la media punti del Milan è scesa a 1,6 a partita. Quasi un punto in meno, che fotografa una squadra meno dominante, più fragile nelle transizioni e meno incisiva nei momenti chiave. Il campo, settimana dopo settimana, ha chiarito il senso di quella scelta estiva: con Rabiot il Milan accelera, senza di lui rallenta. E nella corsa serrata al titolo, è una differenza che pesa.

