La parola chiave è continuità. È su questo concetto che Milan ha costruito la propria stagione e su cui Massimiliano Allegri insiste da mesi: mantenere un ritmo costante, “da crociera”, per centrare l’obiettivo fissato a Milanello. Tradotto: tornare stabilmente in Champions League. E i dati indicano una direzione precisa, perché quando in campo c’è Adrien Rabiot, quel ritmo diventa realtà. Il centrocampista francese è il vero equilibratore del Milan. Con lui la squadra perde pochissimo e, soprattutto, produce risultati con una regolarità che fa la differenza nelle corse lunghe.
I numeri che spiegano il peso di Rabiot
Le cifre parlano chiaro. Nelle sedici partite disputate con Rabiot in campo, il Milan ha conosciuto la sconfitta soltanto due volte: in Supercoppa contro il Napoli e in Coppa Italia contro la Lazio. Per il resto, nove vittorie e quattro pareggi che portano a una media di 2,38 punti a partita. Numeri da alta classifica, numeri da Champions. È questa la “velocità di crociera” a cui Allegri fa riferimento: una squadra che, senza strappi spettacolari, macina punti e riduce al minimo le giornate a vuoto.
Non solo equilibrio: cresce anche la produzione offensiva
Il valore di Rabiot non si misura più soltanto nella gestione dei tempi e nella solidità. Dopo sei mesi dal ritorno in Italia, il francese ha alzato anche il livello statistico. A Como ha firmato la prima doppietta in carriera in trasferta, tornando a segnare più di un gol in Serie A per la prima volta dal marzo 2023.
Con quella prestazione, il numero 12 rossonero è entrato in un gruppo ristretto: è uno dei soli tre centrocampisti del campionato con almeno tre gol e tre assist, insieme a Nico Paz e Scott McTominay. Un dato che certifica l’evoluzione di un giocatore diventato completo, capace di incidere in entrambe le fasi.
Lecce a San Siro: il test che pesa più dei punti
Se la Champions è l’obiettivo concreto, c’è però un dettaglio che il Milan deve ancora sistemare: il rendimento contro le squadre di bassa classifica. Proprio da qui passa la prossima verifica. A San Siro arriva il Lecce di Eusebio Di Francesco, reduce da una gara giocata con personalità a Milano contro l’Inter.
Invertire il trend contro le “piccole” significherebbe dare continuità vera al progetto e, perché no, tenere vivo anche un pensiero più ambizioso. Lo scudetto resta lontano, ma non completamente fuori dai radar se il ritmo resta quello giusto.
Il Milan ha trovato il suo metronomo. Con Rabiot in campo, la squadra di Allegri viaggia a una velocità sostenibile e redditizia. La Champions non è più un’idea astratta, ma una prospettiva concreta. Ora serve l’ultimo salto: trasformare la solidità in automatismo, anche nelle partite che sembrano più semplici solo sulla carta.

