Verso il Verona: alcuni rientri e i soliti dubbi

Da Milanello arrivano spifferi sulla formazione per la gara del Bentegodi, autentico spartiacque della stagione rossonera

Matteo Noceti
4 min di lettura

Ultimo appello: è questa la sensazione che accompagnerà il Milan nella trasferta di Verona di domenica, uno snodo cruciale per non compromettere la qualificazione alla prossima Champions League. 63 punti a 18, terza in classifica contro penultima, la sfida del Bentegodi è il classico testa-coda che, tuttavia, in questo caso potrebbe riservare sorprese se non interpretata correttamente dai rossoneri.

Occhio all’orgoglio dei gialloblù

L’Hellas non ha mai ingranato in questa stagione e ormai, con il quartultimo posto che dista nove lunghezze, è consapevole di avere più di un piede in serie B. Il ruolino di marcia dell’ultimo periodo, fatto di 4 sconfitte nelle ultime cinque gare, certifica le difficoltà di una squadra che non è mai riuscita ad essere competitiva, se non in sparute circostanze: nella sfida al Torino di settimana scorsa, ad esempio, la prestazione c’è stata ma è comunque arrivata una sconfitta. Davanti al pubblico di casa vorrà disputare una gara di orgoglio, magari sfruttando il difficile momento del Milan.

Cosa filtra da Milanello

Massimiliano Allegri è ovviamente consapevole dell’importanza della sfida, ma anche della condizione dei suoi. La sconfitta contro l’Udinese ha lasciato strascichi nell’ambiente e la sensazione è che, rispetto a qualche mese fa in cui tutti si muovevano compatti, oggi il gruppo sia molto meno impermeabile alle voci esterne. E questo rischia di mettere a repentaglio la stagione, prima ancora della deficitaria qualità di gioco.

Si torna al 3-5-2

Da Milanello arriva la voce che contro il Verona si tornerà al modulo 3-5-2, mettendo quindi nel cassetto l’esperimento di sette giorni fa con il tridente d’attacco. Davanti a Maignan dovrebbe tornare il terzetto che tante garanzie ha dato nella prima parte di stagione, con Tomori e Pavlovic braccetti e il rientro dal primo minuto di Matteo Gabbia. A centrocampo si accomoderanno in panchina Jashari e Ricci, deludenti contro l’Udinese, per fare posto a Bartesaghi e Fofana. Intoccabili Modric, Rabiot e Saelemaekers, ma ci si attende di più da tutti loro.

Chi in attacco?

Come al solito, i dubbi principali riguardano la coppia d’attacco. Ormai tutti hanno compreso che il Milan non ha un reparto ben assortito là davanti, ma oggi appare impossibile aggrapparsi alla benché minima certezza. Per essere chiari, in alcuni frangenti la manovra rossonera ha beneficiato della presenza di una prima punta di ruolo, ma i Füllkrug e i Giménez visti di recente non sono presentabili, al pari di Nkunku, il quale rende a mostrare un paio di giocate di talento per poi eclissarsi dalla partita.

Rimangono Leao e Pulisic, i più chiacchierati nelle ultime settimane. Le loro prestazioni stanno lasciando più di un dubbio, persino sul fatto che tra i due non ci sia un gran rapporto. In questa fase è però necessario arrivare all’obiettivo, soprassedendo su eventuali dissidi personali e, in tal senso, fa piacere ricordare la gara di andata contro il Verona. Fu l’ultima prestazione di livello offerta da Pulisic, autore di un gol e di tanti sorrisi scambiati con il portoghese, quel giorno in tribuna. Speriamo che, di fronte alla stessa avversaria, si possano rivivere quelle sensazioni.

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