La giornata racconta di due partite giocate in contesti diversi ma unite dal filo rosso dell’attesa e dell’episodio risolutivo. A Fuorigrotta, davanti al suo pubblico, il Napoli di Conte ha cercato il gol per novanta minuti contro un Cagliari ordinato e tenace, trovandolo solo all’ultimo respiro. A Pisa, invece, la Roma ha sofferto l’avvio dei toscani ma ha colpito con precisione chirurgica appena ha potuto affidarsi al genio di Dybala e alla freddezza di Soulé.
Napoli-Cagliari 1-0, un assedio lungo novanta minuti
Il Maradona ha vissuto una sfida a senso unico: Napoli padrone del gioco, Caprile protagonista assoluto nel tenere in piedi il Cagliari. Il primo squillo è arrivato solo allo scadere del primo tempo con McTominay, autore di una serpentina e di un destro respinto dal portiere. Nella ripresa lo show è stato di Spinazzola e Politano, vicini al gol più volte, mentre Meret ha dovuto alzare l’attenzione su un paio di ripartenze rossoblù.
Conte non ha mai smesso di incitare, cambiando interpreti senza alterare il copione: pressione altissima, dieci calci d’angolo, intensità crescente. Ma serviva la giocata finale. È arrivata al 95’: Buongiorno pennella dalla sinistra, Anguissa taglia al centro e col piattone scrive la parola fine. Un gol che premia la costanza e la fede nel piano gara.
Pisa-Roma 0-1, Soulé colpisce dopo la magia di Dybala
All’Arena Garibaldi il Pisa ha avuto il coraggio di guardare la Roma negli occhi. Meister ha sfiorato due volte il vantaggio nei primi dieci minuti, trovando però un Svilar attentissimo. I giallorossi faticavano a costruire occasioni pulite, imbrigliati dall’organizzazione dei toscani.
La chiave si è girata al 55’: entrato a inizio ripresa, Dybala illumina con una giocata nello stretto, appoggio a Ferguson, che serve di prima Soulé. Sinistro secco, 0-1. La Roma prende coraggio, Soulé trova persino il raddoppio poi annullato dal VAR. Nel finale Gasperini blinda con cambi difensivi, concedendo al Pisa solo qualche timido affondo da fuori area.
Due vittorie figlie della convinzione
Il Napoli ha mostrato che l’assedio continuo, se portato con ordine e pazienza, alla fine paga. La Roma ha confermato che basta un guizzo di qualità per indirizzare una trasferta complicata. In entrambe le gare il filo conduttore è stato la capacità di restare lucidi fino alla fine.
Numeri e protagonisti fotografano la serata: 83% di possesso Napoli nella ripresa, Caprile miglior rossoblù nonostante la sconfitta, Svilar ancora imbattuto nel 2025, Soulé uomo del destino giallorosso. Due partite, due storie, stesso epilogo: chi ha avuto il coraggio di insistere è uscito con tre punti.