Adrien Rabiot è tornato a incidere prepotentemente in questo nuovo corso del Milan targato Amorim, e si è visto sin dai suoi primi tocchi di palla nel match contro il Torino. Che poi sono coincisi prima con l'assist per il giovane Alphadjo Cissè, che ha aperto le danze sulla nuova stagione rossonera, e poi con il tap-in vincente su assist di un ispiratissimo Samuel Chukwueze, un altro dei migliori in campo.
Certo, nel primo tempo i rossoneri si erano resi pericolosi davanti ma è mancata la zampata finale e la giusta qualità negli 11 metri finali. Qualità che poi è subentrata nella ripresa con l'ingresso del francese e del compagno Luka Modric. I due hanno cambiato diametralmente volto al gruppo rossonero. Tra il minuto 55 e il minuto 60, di fatto, la partita è stata decisa.
Rabiot, che fine ha fatto quell'(inutile) polemica social?
Eppure il prolungamento delle ferie post-Mondiale, tanto di Rabiot quanto di Maignan, aveva irritato - e non poco - il popolo rossonero sui social network, alimentando un'altra polemica assolutamente evitabile. I due francesi, infatti, non erano stati convocati per l'amichevole polacca di Breslavia contro il Manchester United, una decisione che Amorim ha giustamente voluto liquidare con un: "Non è stata una loro richiesta ma una mia posizione".
Tanto per chiudere la faccenda quanto per "proteggere" due pilastri di questo Milan. Da questo punto di vista ha avuto ragione lui, dato che il rientro posticipato a Milanello non ha avuto alcuna conseguenza sul rendimento dei due in campo.
Milan, la competitività europea passa (anche) dai francesi
E si potrebbe quasi dire soprattutto dai francesi. Assieme a Luka Modric e - si spera - un ritrovato Christian Pulisic, Rabiot e Maignan sono ancora fondamentali in questo Milan. L'ex Juventus e Marsiglia, nel post-Torino, ci ha tenuto anche a spegnere ogni presunta voce che lo vedeva lontano dal Milan specialmente dopo la mancata qualificazione in Champions League. "Contento di essere tornato e aver visto come dovremo applicare le idee del mister. Sul mio futuro non ho mai avuto dubbi, non me ne sarei andato senza Champions League. Non ho parlato molto con Amorim durante l'estate, ma appena è arrivato mi ha subito chiamato per dirmi quanto fossi importante". E ancora sul possibile nuovo ruolo da trequartista: "Ho capito cosa il mister si aspetta da me, mi chiede di giocare più vicino la porta quando recuperiamo palla e in questo modo dovrebbe essere più facile creare occasioni. Lo facevo già con De Zerbi al Marsiglia, quindi non mi è nuovo". Indicazioni positive per i rossoneri, ma ancora tanto da lavorare in vista del prossimo obiettivo, la 2° giornata contro il Venezia.




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