Polverosi duro sul Milan: “Limiti strutturali confermati”

Dopo Firenze restano i difetti: poca regia, turnover e obiettivo ridimensionato

Redazione
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Nel suo commento post gara, Alberto Polverosi, per il Corriere dello Sport, individua una linea chiara: i limiti dei rossoneri non sono episodici, ma strutturali.

Il punto centrale riguarda l’identità della squadra. Il Milan, secondo l’analisi, non è costruito per comandare il gioco e continua a vivere di fiammate individuali. Quando viene meno il contributo dei singoli, in particolare quello di Christian Pulisic, le alternative scarseggiano. Le occasioni fallite dall’americano diventano così il simbolo di una squadra con poche soluzioni offensive continue.

Sotto osservazione anche la gestione della partita. Il turnover massiccio operato da Massimiliano Allegri viene letto come un azzardo: sei cambi rispetto alla gara precedente sono tanti, soprattutto con una panchina ricca di titolari. E il dato più emblematico è paradossale: meglio il Milan del primo tempo, con le seconde linee, rispetto a quello della ripresa.

L’unica nota positiva arriva dal gol di Christopher Nkunku, segnale incoraggiante ma isolato. Il quadro generale resta prudente: per struttura e rendimento, il traguardo massimo del Milan non può andare oltre la zona Champions. Un’analisi asciutta, che conferma un trend già evidente.

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