Dopo il disastro della nazionale, fuori per il terzo mondiale consecutivo, il calcio italiano ha subito una grande scossa. Dopo le dimissioni di Gravina, infatti, si cerca un sostituto in FIGC. Il nome più probabile, è quello di Giovanni Malagò. Il sessantasettenne romano, già presidente del CONI, però non accontenterebbe tutti i club. Cosa che invece farebbe il nome di Paolo Maldini, appoggiato anche da Ciro Ferrara e apprezzato anche dal ministro dello sport Abodi.
Maggioranza favorevole a Paolo Maldini
Secondo un primo sondaggio, oltre il 60% dei votanti è a favore dell’ex Milan come nuovo capo della FIGC. I votanti, vedono in Maldini una figura di rottura e innovamento, che potrebbe riportare il calcio italiano ad alti livelli. Maldini, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni su questa possibilità di entrare in FIGC. Secondo sportmediaset.it, però, Maldini accetterebbe l’incarico solo se avesse un ruolo operativo e strategico, non accettando un ruolo di mera facciata. Cosa già successa in passato con Roberto Baggio. Il Divin codino, infatti, dopo il mondiale del 2010, venne eletto come rappresentante del settore tecnico. Baggio nel 2011 portò ad Abete un manuale per ricostruire il calcio italiano di 900 pagine. Baggio, aveva in mente di ricostruire tutto partendo dai giovani, per poi passare allo scouting e alle strutture sportive. Pagine completamente ignorate da Abete e tutta la FIGC che portarono nel 2013 Baggio alle dimissioni. Baggio dichiarò intervistato al TG1 che le sue dimissioni erano dovute al fatto che la promessa fatta da Giancarlo Abete di avere un ruolo operativo all’interno della FIGC non era stata mantenuta.Questo precedente, potrebbe portare Maldini ha rifiutare il posto.
Dubbi e valutazioni
Alcuni esperti, vicino all’ex capitano rossonero, riferiscono che non sarà facile convincere Maldini ad entrare in FIGC. Infatti, Maldini ha dichiarato, che il suo unico impegno con il calcio italiano sarebbe stato con il Milan. I colloqui ufficiali per definire la squadra che si presenterà alle elezioni del 22 giugno 2026, sono attualmente in corso, e fino ad allora, non sapremo a chi sarà affidato il destino del calcio italiano.