Il Milan di Massimiliano Allegri si gioca l’ultima fiche tricolore nel sabato di San Siro contro il Torino, in quello che è ufficialmente il match spartiacque per blindare il secondo posto e tentare una rincorsa disperata all’Inter. Dopo il naufragio tattico e nervoso dell’Olimpico, il tecnico livornese ha deciso di congelare la rivoluzione, rifugiandosi nelle certezze del 3-5-2. Nonostante il gelo calato tra le stelle del reparto offensivo, la scelta tecnica è netta: Rafael Leao e Christian Pulisic comporranno nuovamente il tandem d’attacco titolare. La società ha imposto la linea della tregua armata per non polverizzare il valore degli asset in vista del mercato estivo, obbligando i due a una convivenza forzata per il bene della classifica.
La vera notizia per lo scacchiere rossonero è il rientro dal primo minuto di Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, pilastro insostituibile per gli equilibri di Allegri, riprende il comando delle operazioni in mediana per garantire quella fisicità e quegli inserimenti che sono mancati nel KO contro la Lazio. Con il sogno Scudetto appeso a un filo sottilissimo, il Milan cerca risposte caratteriali prima che tecniche: battere i granata servirebbe a silenziare le polemiche interne e a respingere l’assalto delle inseguitrici alla zona Champions League. La conferma del modulo a tre dietro certifica la volontà di dare protezione a un reparto apparso troppo fragile, affidando a Rabiot le chiavi per ricollegare i reparti e innescare la velocità di Leao.