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Milan, Maignan al centro del progetto: rinnovo vicino e fiducia crescente

Allegri spinge per la permanenza del capitano, Tare lavora ai dettagli mentre il campo restituisce solidità e certezze

4 min di lettura

Il Milan ha imboccato gennaio con una priorità chiara e non più rinviabile: blindare Mike Maignan e dare stabilità a un progetto che, silenziosamente, sta tornando competitivo. Non è una trattativa qualunque, né un rinnovo di routine. È una scelta di campo, tecnica e simbolica, che racconta molto del presente e soprattutto del futuro rossonero.

Il dialogo tra le parti è ripartito con basi più solide rispetto a un anno fa. Il portiere ha manifestato apertura alla permanenza, segnale tutt’altro che scontato dopo mesi di tensioni sotterranee. Ora però serve il passaggio decisivo: entrare nei dettagli economici con l’entourage e trasformare la disponibilità in accordo. Sul tavolo c’è una proposta strutturata, costruita sul modello dei contratti top della rosa, con una parte fissa importante e bonus legati a rendimento e obiettivi. Un investimento che certifica la centralità del capitano nel progetto tecnico.

Allegri e Tare, Milan
Allegri e Tare, Milan

Allegri spinge, Tare ricuce

A Milanello il tema Maignan non è solo materia dirigenziale. Massimiliano Allegri lo ha reso evidente con un lavoro quotidiano, fatto di confronto diretto e fiducia esplicita. Il tecnico vuole il portiere francese come pilastro anche nella prossima stagione e non lo nasconde, convinto che la sua leadership sia determinante tanto nello spogliatoio quanto in campo.

Dietro le quinte, il lavoro di Igli Tare procede con pazienza. Dal suo arrivo ha provato a ricucire uno strappo che rischiava di diventare strutturale, riaprendo un dialogo che sembrava congelato. Il clima è migliorato, la fiducia è tornata a filtrare dalla sede rossonera, ma il passaggio chiave resta l’incontro con l’agente. È lì che si capirà se gennaio sarà il mese della svolta.

Solidità ritrovata e identità chiara

Intanto il campo racconta un Milan più solido. La vittoria di Cagliari, arrivata con l’ennesima porta inviolata, non è figlia del caso. L’assetto difensivo è cresciuto, la squadra ha ritrovato equilibrio e compattezza, elementi che hanno permesso di portare a casa tre punti pesanti senza concedere spazio all’improvvisazione.

È il marchio di fabbrica di Allegri: difendersi bene, colpire quando serve. Una filosofia spesso discussa, a volte criticata, ma che sta producendo risultati concreti. Non è un dettaglio che il Milan abbia vinto numerose partite segnando al primo tiro nello specchio. Cinismo, lettura dei momenti, gestione del rischio: parole che oggi tornano centrali nel lessico rossonero.

Luka Modric
Luka Modric

Modrić, il tempo che non passa

Dentro questo equilibrio c’è anche il contributo silenzioso ma determinante di Luka Modrić. Allegri non rinuncia mai al croato, e non per nostalgia o rispetto della carriera. I numeri parlano con brutalità: percentuali altissime nei passaggi offensivi, continuità nella gestione del pallone, primati statistici che lo collocano ai vertici del campionato.

Ma c’è qualcosa che va oltre le cifre. Modrić rincorre, pressa, si sacrifica con un’umiltà che sorprende ancora. Un leader che insegna con l’esempio, ogni allenamento e ogni partita. In uno spogliatoio che cerca certezze, è una presenza che pesa quanto un acquisto di mercato.

Il Milan, oggi, cammina su un filo sottile ma promettente. Il rinnovo di Maignan può diventare il segnale definitivo: continuità, ambizione, stabilità. Se poi dal mercato arriverà anche qualche rinforzo, sarà il completamento naturale di un percorso che, senza clamore, ha già cambiato direzione.

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