Il Milan di Massimiliano Allegri continua la sua marcia d’autorità in campionato, blindando il secondo posto e mettendo nel mirino record che appartengono alla storia gloriosa del club. Dopo il netto successo per 0-3 maturato allo stadio Renato Dall’Ara contro il Bologna nell’ultimo turno di Serie A, i rossoneri consolidano un ruolino di marcia esterno che non ha precedenti nell’era moderna del torneo a venti squadre, confermandosi come l’unica vera forza in grado di tenere viva la competizione al vertice. Con 50 punti conquistati in 23 giornate, la compagine milanese sta viaggiando a una velocità doppia rispetto alla passata stagione, poggiando le proprie certezze su una solidità difensiva d’altri tempi e su un’imbattibilità che evoca i fasti dell’epopea di Fabio Capello.
Una marcia da record lontano da San Siro
I numeri certificano una metamorfosi profonda dei rossoneri, capaci di trasformare i campi avversari in terreno di conquista sistematico. Come evidenziato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il Milan 2025-26 ha stabilito un nuovo primato per il calcio italiano: dodici trasferte iniziali senza conoscere sconfitta (sette vittorie e cinque pareggi), un traguardo mai tagliato dalla stagione 2004-05 a oggi. In ambito europeo, tale costanza di rendimento trova un unico termine di paragone nel Bayern Monaco, a testimonianza di una maturità tattica e mentale che permette al gruppo di gestire con disinvoltura anche i calendari più compressi.
La vittoria di Bologna, sigillata dalla prestazione maiuscola di Adrien Rabiot, ha ribadito la consapevolezza di uno spogliatoio che non si nasconde più. Proprio il centrocampista francese, premiato come migliore in campo, ha voluto sottolineare l’importanza del percorso rossonero con una dichiarazione che suona come una sfida al resto del campionato: «Senza di noi il campionato sarebbe già finito», ha affermato il calciatore nel post-partita, rimarcando il ruolo di unico inseguitore credibile per la vetta.
Il richiamo alla leggenda: l’ombra di Capello
L’attuale striscia di 22 risultati utili consecutivi sta spingendo gli analisti a scomodare i paragoni più illustri. Era dal biennio 1992-93 che il club non registrava una continuità simile; all’epoca, la squadra guidata da Fabio Capello si fermò a quota 23 partite senza sconfitte. Il Milan di Allegri, che ha perso solo al debutto stagionale contro la Cremonese, si trova ora a un solo passo dall’eguagliare quel primato.
Nonostante le differenze generazionali, le analogie tattiche iniziano a farsi evidenti, specialmente nella tenuta della retroguardia. Con sole 17 reti incassate in 23 incontri (una media di 0,7 a partita), la difesa attuale regge il confronto con quella leggendaria dei primi anni Novanta. Se allora i terminali offensivi erano Van Basten e Papin, oggi la cooperativa del gol rossonera distribuisce il carico tra il talento di Pulisic, capocannoniere interno con 8 centri, e l’imprevedibilità di Leao, fermo a 7. A dettare i tempi in mezzo al campo non c’è più il giovane Boban, ma l’esperienza infinita di Luka Modric, la cui gestione dei ritmi si sta rivelando fondamentale per la crescita dei compagni più giovani.
Obiettivo Pisa per superare i 50 punti
Dopo un lunedì di scarico e un breve riposo concesso dallo staff tecnico, la squadra riprenderà gli allenamenti domenica pomeriggio a Milanello. L’obiettivo è già puntato sulla sfida di venerdì 13 febbraio contro il Pisa, terza trasferta consecutiva di un ciclo di ferro. Secondo le ricostruzioni giornalistiche della testata milanese, il tecnico Allegri starebbe lavorando con particolare attenzione sulla gestione delle energie nervose, per evitare cali di tensione contro le cosiddette “piccole”.
All’andata, i toscani riuscirono a imporre il pareggio a San Siro, motivo per cui la spedizione all’Arena Garibaldi viene vissuta come un esame di maturità definitivo. Con sette punti di vantaggio sulla quinta in classifica, il Milan ha l’occasione di blindare definitivamente il discorso Champions e di continuare a inseguire quel record di imbattibilità che riscriverebbe, ancora una volta, la storia della Serie A.