Il Milan si consegna a Rangnick: Cardinale firma la svolta totale, ma ora esplode il caso Ibrahimovic

Il club rossonero è pronto ad affidare l'intero progetto sportivo al tecnico tedesco. Sul tavolo ci sono l'autonomia assoluta e i nomi per la panchina, ma lo svedese si mette di traverso.

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Il secondo e definitivo assalto a Ralf Rangnick sta per compiersi. A sei anni di distanza dal primo clamoroso corteggiamento, quando lo svedese allora in campo bloccò il suo sbarco a Milano, il manager tedesco è di nuovo a un passo dal Milan, ma questa volta con poteri ancora più estesi. Come rivelato nell’edizione odierna dal Corriere della Sera, il proprietario del club Gerry Cardinale e il suo braccio destro Massimo Calvelli hanno rotto gli indugi al termine di una fitta serie di colloqui e analisi invernali, decidendo di affidare al professore di Backnang le chiavi dell’intera area tecnica rossonera. Un ribaltone societario profondo, che si consumerà proprio a ridosso delle prossime settimane, quando il dirigente sarà impegnato al Mondiale sulla panchina come commissario tecnico dell’Austria.

Per legarsi al club di via Aldo Rossi, tuttavia, il manager ha preteso garanzie monumentali che rischiano di azzerare le attuali gerarchie interne a Milanello. Le condizioni poste da Rangnick per firmare il contratto prevedono infatti la totale autonomia decisionale su ogni ramo sportivo, l’ingresso immediato di uno staff personale composto da una dozzina di professionisti, la gestione diretta del settore giovanile e, soprattutto, la scelta esclusiva del nuovo allenatore e del direttore sportivo. Su questo fronte la macchina si è già messa in moto: la giornata odierna prevede il primo faccia a faccia ufficiale tra la dirigenza milanista e Oliver Glasner, reduce dal trionfo europeo e primo nome indicato della lista. I colloqui non si fermeranno qui, poiché prima del fine settimana è già stato pianificato un appuntamento parallelo con Matthias Jaissle, l’altro fedelissimo del tedesco attualmente vincolato all’Al-Ahli da una clausola rescissoria di 5 milioni di euro.

La vera polveriera, però, è legata al destino e al ruolo di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, che negli ultimi mesi ha guidato la ristrutturazione aziendale fianco a fianco con la proprietà americana, non ha alcuna intenzione di concedere carta bianca e pieni poteri al manager di Backnang. Il muro contro muro tra le anime forti della società è ormai evidente e costringerà il patron a una mediazione complessa. Resta da capire se l’ex centravanti accetterà le decisioni della proprietà facendo un passo indietro o se la spaccatura porterà a un clamoroso addio. Il verdetto definitivo sul matrimonio con il tedesco è atteso entro tre giorni, una scadenza oltre la quale il club non potrà andare per non compromettere la pianificazione del mercato estivo.

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