Il Milan cerca un difensore vero, uno che alzi subito l’asticella. Non una scommessa, non un progetto a lungo termine. Un titolare. Massimiliano Allegri lo ha chiesto senza giri di parole e lo ha fatto partendo da un concetto semplice, quasi brutale: per vincere lo scudetto bisogna subire meno gol. La statistica dice che i rossoneri sono già a quota quindici reti incassate, troppe per chi vuole ambire in alto. Da qui l’urgenza. Da qui anche una serie di risposte che, finora, sono state tutte uguali: no.
Allegri vuole certezze, non promesse
Il messaggio dell’allenatore è chiaro anche dentro la dirigenza. Massimiliano Allegri non cerca alternative di rotazione né profili acerbi. Non serve un altro giovane da far crescere, non serve replicare operazioni come quella di Odogu. Serve un difensore pronto, strutturato, abituato a reggere pressione e responsabilità. È per questo che Igli Tare, insieme a Giorgio Furlani, ha sondato profili di primo livello. E proprio per questo i rifiuti iniziano a pesare

Skriniar, muro alzato a Istanbul
Uno dei primi nomi affrontati è stato quello di Milan Škriniar. Profilo ideale per esperienza e carisma, ma pista subito chiusa. Il Fenerbahçe non apre alla cessione e l’allenatore Domenico Tedesco ha spento ogni ipotesi senza diplomazia: Skriniar è centrale nel progetto, dentro e fuori dal campo. Fine del discorso.

Joe Gomez, il Liverpool chiude la porta
Stesso destino per Joe Gomez. Il Liverpool non intende privarsi di un jolly difensivo, soprattutto dopo l’infortunio grave di Conor Bradley. A meno di offerte fuori mercato – oggi irrealistiche – Gomez resta dov’è. Altro nome depennato.

Gatti, il grande obiettivo che non si muove
Il vero pallino di Allegri resta Federico Gatti. Un giocatore che il tecnico conosce bene e che considera perfetto per il suo Milan: aggressivo, affidabile, mentalmente pronto. Ma anche qui la risposta è negativa. La Juventus non apre e lo stesso Gatti non è convinto di cambiare aria. Ha rinnovato fino al 2030 e, nonostante l’infortunio al menisco, vuole giocarsi tutto a Torino. Lo scambio ipotizzato con Loftus-Cheek non ha mai preso quota.

Anche Kim resta dov’è
Ultimo no, in ordine di tempo, quello di Kim Min-jae. Il centrale del Bayern Monaco non è al centro del progetto di Kompany, ma non si muoverà a gennaio. La linea è chiara: valutazioni rinviate all’estate. Per ora, niente Milan.

Le alternative sul tavolo, senza fretta
Sul taccuino restano altri nomi: Axel Disasi, Murillo, Diego Coppola, fino a Nathan Aké. Profili diversi, costi diversi, formule complicate. Ma nessuno, al momento, è davvero in pole. Ed è qui che emerge la linea definitiva del Milan: meglio non comprare che comprare male.
Una scelta che pesa, ma è coerente
Il rischio è arrivare a fine mercato senza il rinforzo richiesto. Ma forzare un’operazione solo per placare l’ansia non è nelle intenzioni del club. Allegri ha chiesto qualità vera. Se non arriverà ora, arriverà quando sarà possibile farlo senza compromessi. Nel frattempo, il Milan prende atto di una realtà scomoda: tutti sanno che cerca un difensore titolare. E proprio per questo, nessuno lo regala.

