Il Milan ha aperto il mercato invernale con una mossa mirata, quasi chirurgica. L’arrivo di Niclas Füllkrug, in prestito con diritto di riscatto, è il primo segnale concreto di una sessione che i rossoneri non intendono attraversare da spettatori. Non è un colpo di facciata, ma una scelta funzionale, figlia di una rosa resa più snella in estate e oggi messa alla prova da infortuni e assenze prolungate.
L’idea di fondo, condivisa con Massimiliano Allegri, era stata chiara fin dall’inizio della stagione: ridurre i numeri per gestire meglio il gruppo, sfruttando l’assenza di impegni europei. Una strategia che ha portato ordine, ma che col passare delle settimane ha mostrato il conto da pagare, soprattutto quando il calendario ha iniziato a stringere.
Una rosa corta che ora chiede rinforzi
Tolto il centrocampo, reparto numericamente coperto e qualitativamente stabile, le vere criticità emergono in attacco e in difesa. Il lungo stop di Santiago Giménez ha lasciato il peso offensivo sulle spalle di pochi interpreti, mentre dietro la coperta si è accorciata ogni volta che sono mancati titolari o alternative affidabili.
Il Milan, da qui al 2 febbraio, ha la possibilità di inserire altri due giocatori nella lista dei 25 di Serie A senza particolari vincoli. È questo il dettaglio che orienta le prossime mosse della dirigenza: non tanto il nome, quanto la funzionalità immediata. Un difensore centrale è oggi il focus principale, che sia giovane o esperto, italiano o straniero, poco importa. La struttura della rosa consente margine di manovra.
Le regole che guidano il mercato rossonero
In Serie A la gestione della lista non è un dettaglio burocratico, ma una vera leva strategica. Il Milan ha costruito la propria rosa rispettando i parametri previsti, bilanciando giocatori cresciuti nel vivaio, elementi formati in Italia e stranieri puri. A questo si aggiunge la categoria degli Under 22, che possono essere utilizzati liberamente senza incidere sul conteggio ufficiale.
Questo equilibrio permette oggi ai rossoneri di intervenire con una certa libertà, soprattutto nel reparto difensivo, dove l’inserimento di un nuovo centrale non comporterebbe sacrifici immediati né esclusioni forzate. È un vantaggio non banale in una sessione in cui la velocità conta quanto la qualità.
Allegri e la gestione dell’emergenza
Allegri, da parte sua, ha sempre preferito lavorare con gruppi ridotti, ma pretende affidabilità. Gli infortuni hanno imposto adattamenti e rotazioni forzate, rendendo evidente come un innesto mirato possa fare la differenza nel medio periodo. Non per rivoluzionare, ma per stabilizzare.
Il messaggio che filtra da Milanello è chiaro: niente colpi tanto per fare numero, ma un’aggiunta che abbia senso tecnico e immediato. Un giocatore pronto, in grado di entrare nelle rotazioni senza tempi di apprendistato.
Gli slot extra-UE e le scelte mancate
C’è poi un altro elemento che rende il quadro ancora più interessante. Il Milan ha ancora a disposizione entrambi gli slot per i calciatori extra-comunitari. Una risorsa preziosa, da usare con attenzione. In questa finestra, però, non tutte le piste si sono trasformate in operazioni concrete: alcune opportunità sono sfumate per scelta dei giocatori stessi, orientati verso soluzioni che garantissero subito spazio e centralità.
Il mercato rossonero, insomma, è appena entrato nel vivo. Füllkrug è stato il primo passo, non l’ultimo. E se l’estate aveva segnato una fase di alleggerimento, gennaio potrebbe rappresentare il momento della correzione, necessario per affrontare la seconda metà di stagione con meno fragilità e più soluzioni.

