Il Milan studia, pesa ogni mossa e frena. Sul tavolo di via Aldo Rossi c’è una trattativa che non riguarda solo un nome, ma un’idea di percorso: quella che porta ad Andrej Kostić, talento del Partizan Belgrado, al centro di riflessioni che vanno ben oltre la semplice cifra.
Giovani sì, strappi no: la linea del Milan
Il principio guida è chiaro. Il Milan vuole ringiovanire, costruire continuità tra Milan Futuro e prima squadra, ma senza deroghe sui parametri economici. La recente fumata nera per Arizala lo dimostra: il club non intende forzare la mano né sul prezzo né sulla gestione del giocatore. Il difensore colombiano ha scelto l’Udinese anche perché non convinto da un passaggio iniziale nella seconda squadra rossonera o da un prestito ponte.
Uno slot libero e una valutazione aperta
Il mancato arrivo di Arizala, però, ha un effetto collaterale non secondario: libera spazio. Il Milan ha ancora due slot per extracomunitari e l’eventuale tesseramento di Kostić non li esaurirebbe. Tecnicamente, dunque, l’operazione è possibile. Politicamente ed economicamente, molto meno scontata.
La prima proposta da 5 milioni più bonus non ha convinto il Partizan, che chiede di più. Da qui la pausa di riflessione: il Milan valuta se rilanciare o se restare fermo, fedele alla propria linea. Forzare oggi potrebbe significare pagare domani.
Strategia che guarda al 2026
Il dossier Kostić è intrecciato a una visione più ampia, coltivata da Igli Tare. I contatti con l’entourage serbo restano vivi non solo per il classe 2007, ma anche in prospettiva futura: l’idea è che un’operazione oggi possa aprire corsie preferenziali per Dušan Vlahović a parametro zero nella prossima estate. Non è una trattativa diretta, ma una strategia di relazione.
Numeri, età e progetto da spiegare
Otto gol nella prima parte di stagione, diciannove anni da compiere a gennaio: Kostić è un profilo che accende interesse e concorrenza. Il Milan lo sa e non vuole arrivare tardi. Ma deve anche convincere il giocatore su un percorso graduale: inizio con il Milan Futuro, presenza costante in prima squadra, crescita senza bruciare tappe. È qui che si gioca la partita decisiva, forse più ancora della cifra. La decisione è attesa a breve. Il Milan non ha fretta di chiudere, ma nemmeno di restare fermo. In questo mercato, come spesso accade, il tempo è una valuta. E i rossoneri stanno scegliendo come spenderla.

