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Milan, Kim resta un’idea: esperienza cercata, ma l’operazione è in salita

4 min di lettura

Kim è tra i candidati per entrare a far parte del pacchetto difensivo di Allegri. Il Milan sogna, ma il ritorno in Italia non è scontato.

Il Milan si affaccia al mercato invernale con una priorità chiara: mettere esperienza e affidabilità al centro della difesa, senza stravolgere equilibri tecnici ed economici. Nelle prime ore ufficiali delle trattative, a Milanello si ragiona più sui profili che sulle occasioni. E uno dei nomi che tornano a circolare, con una forza che va oltre la semplice suggestione, è quello di Kim Min-jae. Un nome che in Serie A evoca certezze. Ma che, oggi, apre più interrogativi che spiragli.

La Serie A come richiamo, Kim come identikit

Il reparto arretrato rossonero, numericamente, è di nuovo completo. Il rientro di Matteo Gabbia restituisce opzioni a Milan, ma non scioglie un nodo strutturale: manca un profilo di peso internazionale, capace di imporsi subito e di reggere le pressioni di una stagione lunga e logorante. Da qui la ricerca di un difensore già pronto, meglio se con conoscenza diretta del campionato. Kim risponde perfettamente all’identikit: dominante fisicamente, aggressivo nella marcatura, abituato a guidare la linea. Il ricordo dello Scudetto vinto a Napoli è ancora vivido, così come la sensazione che il suo impatto in Germania non abbia rispettato le aspettative.

Bayern, Mondiale e continuità: il contesto del giocatore

Al Bayern Monaco, Kim non è mai diventato realmente centrale. Presenze spezzettate, rotazioni continue, poche partite da titolare pieno. Nulla che metta in discussione il suo valore, ma abbastanza per alimentare una riflessione in vista del Mondiale: la continuità conta. La Serie A, da questo punto di vista, rappresenterebbe un terreno familiare per rimettersi al centro del progetto tecnico. Non un ritorno nostalgico, ma una scelta funzionale. Ed è su questo piano che il Milan osserva.

Una trattativa tutta in salita

Il problema, però, non è il profilo. È l’incastro. Il Bayern non apre alla formula proposta dai rossoneri: prestito con diritto di riscatto. Da Monaco la linea è chiara, così come la valutazione del cartellino, che resta alta e non aiuta a semplificare il dialogo. C’è poi il nodo più delicato: l’ingaggio. I circa 7 milioni netti percepiti dal difensore sudcoreano sono fuori scala rispetto ai parametri su cui il Milan sta costruendo il proprio equilibrio salariale. Un ostacolo non secondario, che oggi pesa quanto la posizione del club tedesco.

Le indicazioni dalla Germania: porte chiuse, per ora

Dalla Bundesliga arrivano segnali di prudenza. Secondo quanto filtra dagli ambienti vicini al Bayern, Kim non ha fretta di muoversi e avrebbe momentaneamente respinto le destinazioni sul tavolo, ricordando anche un dettaglio contrattuale tutt’altro che marginale: scadenza 2028. Tra interessamenti esteri e sondaggi italiani, la sensazione è che il difensore preferisca chiudere la stagione a Monaco, valutando tutto con maggiore calma a giugno.

Il punto di caduta: esigenza contro realtà

Il Milan ha bisogno di certezze, non di operazioni complesse da forzare. Kim rappresenta un’idea forte, coerente con l’identikit cercato, ma lontana dalle condizioni praticabili oggi. A gennaio, spesso, vince chi ha meno problemi da risolvere. La pista resta sullo sfondo, affascinante ma tortuosa. E in via Aldo Rossi lo sanno bene: l’esperienza è un valore, ma non a qualsiasi prezzo.

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