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Milan, Jashari cresce nel silenzio: la prova che dà equilibrio

Contro il Lecce una prestazione concreta e intelligente: meno riflettori, più sostanza per il centrocampo di Allegri

3 min di lettura

Nella vittoria di misura contro il Lecce, il Milan ha trovato risposte che vanno oltre il tabellino. Tra queste, la prova di Ardon Jashari, rientrato dopo mesi complessi e protagonista di una prestazione concreta, ordinata, decisiva nell’equilibrio più che negli highlights. A San Siro non ha cercato la scena: l’ha tenuta in piedi. Il contesto non era semplice. L’infortunio che lo ha tolto dai radar a inizio stagione ha inciso sul fisico e sulla testa. Eppure, nella serata che ha chiuso la maratona di gennaio, Jashari ha mostrato applicazione e spirito di sacrificio, qualità che il Milan si aspettava e che ora cominciano a riemergere con continuità.

La partita “invisibile” che regge il sistema

Contro il Lecce, il contributo di Jashari è stato soprattutto senza palla. Ripiegamenti continui, attenzione nelle coperture, raddoppi sugli esterni e chiusure delle linee di passaggio: dettagli che hanno evitato sfilacciamenti nei momenti più delicati e dato ossigeno ai compagni quando la pressione saliva.

È la partita che non si vede, ma che pesa. Massimiliano Allegri chiede questo ai suoi interni: leggere i momenti, scegliere la giocata funzionale, mantenere compattezza. Jashari lo ha fatto, senza forzare palla al piede, preferendo la soluzione giusta a quella spettacolare.

Qualità e ordine, oggi; prospettiva, domani

C’è un altro segnale, forse il più incoraggiante: la crescita nelle letture tattiche. Pur non essendo ancora al top della condizione, Jashari ha mostrato lucidità nelle scelte e pulizia tecnica nei passaggi, unendo intensità e disciplina. Compiti che, oggi, in questo Milan sono affidati a un riferimento come Luka Modrić. Domani, chissà.

La sensazione è che il peggio sia alle spalle. Se ritroverà brillantezza atletica e fiducia anche nelle gare a ritmi più elevati, il Milan potrebbe scoprire una risorsa preziosa per il prosieguo della stagione: un centrocampista capace di tenere insieme ordine e qualità, ciò che serve quando la squadra cerca equilibrio.

Un punto di partenza, non un traguardo

La partita col Lecce non è la versione definitiva di Jashari, ma una base solida. Da qui si costruisce: alzando il livello, accettando la continuità, pretendendo di più da sé stessi. Il Milan lo aspetta. E, se la crescita proseguirà, potrà contarci davvero.

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