Il mezzo passo falso maturato nel recupero contro il Como ha bruscamente rallentato la rincorsa del Milan al vertice della classifica, cristallizzando un distacco di sette lunghezze dalla capolista Inter. La compagine guidata da Christian Chivu approfitta dello stallo rossonero per tentare la fuga solitaria in quello che si preannuncia come il segmento più critico della stagione. Tuttavia, nell’ambiente milanista non si respira aria di resa; al contrario, la dirigenza e lo staff tecnico interpretano questo distacco come una distanza non insormontabile, a patto di una gestione impeccabile delle prossime tappe che condurranno alla stracittadina dell’8 marzo, autentico spartiacque per l’assegnazione dello scettro nazionale.
La strategia di Massimiliano Allegri è stata tracciata con estrema lucidità già alla vigilia dell’ultimo impegno: «Ogni gara d’ora in avanti rappresenta una storia a sé e un potenziale punto di svolta per l’epilogo del campionato», aveva ammonito il tecnico livornese, consapevole che la tenuta mentale prevarrà su quella atletica. Il sodalizio rossonero si trova ora nella condizione di dover massimizzare ogni impegno, puntando al bottino pieno nelle sfide contro Parma e Cremonese, con l’obiettivo di presentarsi al derby con il minor gap possibile e una pressione psicologica tutta riversata sui cugini nerazzurri.
L’analisi del calendario, corroborata dalle proiezioni della Gazzetta dello Sport, evidenzia un’asimmetria di impegni che potrebbe favorire il Milan. Mentre i rossoneri potranno godere di intere settimane di lavoro a ranghi compatti, l’Inter sarà chiamata a un dispendio energetico considerevole su più fronti. La truppa di Chivu dovrà infatti ribaltare il pesante 3-1 subito all’andata contro il Bodo in Champions League, per poi affrontare la semifinale d’andata di Coppa Italia proprio contro il Como il 3 marzo. Questa saturazione di impegni ufficiali rappresenta la variabile su cui Allegri intende costruire la propria rimonta, sperando in un logoramento fisico degli avversari sotto i colpi delle competizioni internazionali.
Il tecnico bianconero, d’altronde, è un maestro riconosciuto nella gestione dei momenti topici e sa che la tensione agonistica sarà il motore immobile di questo finale di stagione. Rialzarsi immediatamente dopo il pari casalingo è l’imperativo categorico: il Milan non deve darsi per vinto, poiché la storia recente insegna che sette punti possono evaporare rapidamente sotto i colpi di un calendario asfissiante. La caccia all’Inter è ufficialmente aperta, e il verdetto finale passerà inevitabilmente per il prato di San Siro nella serata dell’8 marzo.