Il destino del Milan si gioca in una manciata di giorni tra la polvere della provincia e le luci della ribalta cittadina. Dopo l’allucinante capitolazione interna per 1-0 contro il Parma, che ha lasciato in dote non solo zero punti ma anche il drammatico infortunio di Loftus-Cheek, la compagine di Massimiliano Allegri si ritrova di fronte a un calendario senza pietà. Prima la trasferta del 1° marzo contro la Cremonese, poi il Derby della Madonnina l’8 marzo: due tappe che definiranno se i rossoneri potranno ancora cullare ambizioni tricolori o se dovranno rassegnarsi a un ruolo di comprimari di lusso. Con l’Inter capolista distante dieci lunghezze, il sodalizio milanista non ha più margini di errore: la stagione è a un punto di non ritorno.
L’inferno di San Siro e il “caso” Loftus-Cheek
La sconfitta contro i crociati brucia ancora, alimentata da una direzione di gara definita assurda dagli ambienti rossoneri. Il gol decisivo di Troilo, arrivato su calcio d’angolo, resta avvolto dalle polemiche per una presunta carica su Maignan e un contatto sospetto con Bartesaghi, ma il VAR ha gelato le speranze milaniste. Al di là degli alibi arbitrali, la squadra ha mostrato una preoccupante sterilità offensiva, pagando a carissimo prezzo la perdita di Loftus-Cheek. Il centrocampista inglese, operato d’urgenza per la frattura dell’osso alveolare, sarà il grande assente della stracittadina, privando Allegri della sua principale fonte di fisicità in mediana. La rincorsa è resa ancora più impervia dai numeri: l’Inter domina il campionato con 62 reti segnate (contro le 40 del Milan), dimostrando una tenuta difensiva e una ferocia realizzativa che sembrano, al momento, fuori portata per i cugini.
I due volti del Derby: stanchezza europea vs riposo forzato
L’avvicinamento all’8 marzo propone una dicotomia tattica e fisica interessante. L’Inter, pur lanciatissima, dovrà gestire il logorio psicofisico derivante dal complicato impegno in Champions League contro il Bodo/Glimt (dove è chiamata a ribaltare un pesante 3-1) e la sfida di campionato con il Genoa. Al contrario, il Milan gode del vantaggio di un calendario meno intasato, potendo concentrare tutte le energie nervose sulla preparazione tattica del Derby. Se i nerazzurri sorridono per i recuperi di Dumfries e Calhanoglu, devono però ancora fare i conti con l’assenza del capitano Lautaro Martinez, ancora ai box per il problema alla caviglia.
Il clima in città è già elettrico: il settore ospiti nerazzurro è sold out e le curve rossonere promettono una coreografia d’altri tempi per spingere la squadra verso un’impresa che avrebbe del miracoloso. Per Allegri, la sfida contro la Cremonese di domenica prossima non è che il preambolo: solo sei punti nelle prossime due gare potrebbero riaprire un campionato che oggi sembra saldamente nelle mani di Simone Inzaghi. La sopravvivenza sportiva del Milan passa da qui: ritrovare cinismo, blindare la difesa e dimostrare che il gap di dieci punti è solo un dato numerico e non una sentenza definitiva.