Il Diavolo accorcia il passo: Estupinan firma il derby e riapre il sogno Scudetto

Il Diavolo piega i nerazzurri a San Siro, Allegri accorcia a -7 dalla vetta: finale di fuoco con proteste Inter per un rigore negato.

Redazione
3 min di lettura

A poche ore dal triplice fischio di un San Siro incandescente, la gerarchia della Serie A subisce una scossa tellurica che ridisegna i confini della lotta al vertice. Nella serata di oggi, 8 marzo 2026, il Milan di Massimiliano Allegri ha piegato l’Inter per 1-0, grazie a un fendente mancino di Pervis Estupinan, portandosi a sole sette lunghezze dalla capolista nerazzurra. Un successo che non solo consolida il secondo posto del sodalizio rossonero, ma interrompe l’inerzia di una compagine interista apparsa insolitamente fragile e imprecisa, ora costretta a gestire un vantaggio che, pur restando consistente, non appare più inattaccabile a dieci giornate dal termine.

Tattica e inerzia: il trionfo del pragmatismo di Allegri

L’avvio della contesa ha rivelato un’Inter stranamente svagata, quasi vittima di un eccesso di sicurezza derivante dal rassicurante distacco in classifica. La squadra guidata da Cristian Chivu, priva dell’influenzato Thuram, ha faticato a trovare le giuste distanze tra i reparti, prestando il fianco alle folate di un Milan cinico e ben disposto in campo. L’approccio rossonero, orchestrato su una pressione alta e raddoppi sistematici, ha messo a nudo le lacune tecniche di una retroguardia nerazzurra insolitamente fallace in fase di costruzione. Emblematico l’errore in uscita di Sommer dopo soli tre minuti, che ha quasi permesso a Luka Modric di sbloccare il match con un sinistro radente terminato a fil di palo. Il “Piano Allegri”, basato sulla solidità del duo De Winter-Tomori e sulle transizioni rapide, ha trovato il suo culmine al minuto 35: una verticalizzazione di Fofana ha innescato la progressione di Estupinan, abile nel bruciare Luis Henrique e nel trafiggere il portiere svizzero con una conclusione potente sotto la traversa.

La reazione nerazzurra e il giallo del finale

Nella ripresa, la fisionomia del match è mutata radicalmente. L’Inter ha alzato il baricentro, chiudendo il Milan nella propria trequarti, ma senza mai trovare la necessaria lucidità nell’ultimo passaggio. «Abbiamo peccato di cattiveria agonistica nel primo tempo e di precisione nel secondo», avrebbe potuto commentare un tecnico deluso dalla gestione dei momenti chiave. Le occasioni più nitide sono capitate sui piedi di Mkhitaryan e Dimarco, entrambi colpevoli di eccessiva morbidezza a tu per tu con Mike Maignan. Il finale è stato caratterizzato da un’altissima tensione agonistica e da episodi arbitrali discussi: prima una rete annullata a Carlos Augusto per un fischio preventivo del direttore di gara Doveri, poi un sospetto tocco di braccio di Samuele Ricci in piena area di rigore durante l’ultimo assalto nerazzurro. Nonostante le veementi proteste dello staff di Chivu, il risultato non è cambiato, consegnando ai rossoneri una vittoria che evoca spettri storici: l’ultima volta che il Milan vinse entrambi i derby stagionali fu nel 2010-11, l’anno dell’ultimo tricolore targato Allegri.

I più letti

Pubblicità