Primi di marzo, aria di primavera e sogni ad occhi aperti. È questa la fase della stagione in cui tifosi e addetti ai lavori iniziano a immaginare i futuri scenari di mercato, dimenticando o quasi ciò che si è “raccolto” a gennaio. Comprese le trattative avvolte dal mistero, come quella che avrebbe dovuto portare Jean-Philippe Mateta al Milan.
Un colpo inaspettato
Riavvolgiamo il nastro: è la sera di giovedì 29 gennaio quando i principali esperti di calciomercato annunciano che il Milan ha trovato l’accordo per Mateta per una cifra vicina ai 35 milioni di euro. La notizia genera entusiasmo ma anche incredulità: sul giocatore stava lavorando da tempo la Juventus, di fatto beffata dal blitz rossonero, ma a ben vedere, in quelle ultime ore di trattative, la necessità del club meneghino era aggiungere un difensore e non un altro attaccante.
Eppure Mateta è un colpo niente male: viene da 10 gol in 34 presenze in stagione con la maglia del Crystal Palace e ha tutte le qualità per imporsi anche nel nostro campionato. I tempi sono stretti e ci si chiede se possa unirsi alla squadra già per la trasferta di Bologna, prevista pochi giorni dopo. Nessuno considera le visite mediche, eppure i problemi nascono proprio lì: da un primo controllo, il Milan rileva alcune criticità al ginocchio dell’attaccante, già infortunato nel 2019.
Le visite mediche non superate
Si richiede un supplemento di visite, ma la sabbia nella clessidra scarseggia. Un dottore dello staff medico rossonero raggiunge Mateta a Parigi, che nel frattempo rompe con il Palace a mezzo social. In un primo momento si pensa infatti che siano gli inglesi a bloccare la trattativa, in attesa di trovare un sostituto oppure con l’obiettivo di scatenare un’asta. In realtà, erano le condizioni fisiche del giocatore a destare sospetti.
Una volta terminato il controllo aggiuntivo, infatti, il Milan si tira indietro. Polemiche a non finire sul “solito” Milan che si presta a figuracce, su Furlani che pretende di dirigere le operazioni senza averne le capacità, su Tare oggetto misterioso tra le scrivanie di via Aldo Rossi e persino sulla presunta insoddisfazione di Allegri. Ora, pur nel rispetto delle verità altrui, è opportuno analizzare i fatti: da quando la trattativa è saltata, Mateta ha saltato tutte e 7 le partite disputate dal Crystal Palace tra campionato ed Europa League. Motivo? Problemi alla cartilagine del ginocchio.
Mateta fermo ai box, pericolo scampato
Guarda un po’, proprio quello che non aveva convinto il Milan. Si pensava che il giocatore dovesse operarsi, costringendolo a uno stop di 3-4 mesi; le ultime dichiarazioni del tecnico del Palace, Oliver Glasner, sono invece più rassicuranti sul recupero del francese, di cui deve comunque fare a meno in uno snodo fondamentale della stagione. Il Milan ci aveva visto lungo e per una volta bisognerebbe dargliene atto con la stessa enfasi di quando si imbocca la via delle critiche. Anche perché, a ben ricordare, si era verificata la stessa situazione qualche mese prima con Boniface.
Premiata la scrupolosità del Milan
Cosa sarebbe successo se il trasferimento fosse andato a buon fine? Mateta si sarebbe fermato subito e tutti avrebbero inveito contro un Milan colpevole di acquistare giocatori rotti. Come per magia, invece, ora Mateta sembra finito nel dimenticatoio. I quadri dirigenziali di casa rossonera mantengono zone d’ombra in cui non è facile capire le dinamiche, guai a negarlo, ma la scrupolosità al momento dell’acquisto dei giocatori è sicuramente un dettaglio da tenersi stretto per il futuro.