Il Milan archivia il periodo più intenso dell’inizio 2026 e rifiata: con l’1-0 sul Lecce a San Siro, deciso dal primo gol in rossonero di Niclas Füllkrug, la squadra di Massimiliano Allegri chiude una sequenza inedita di cinque partite in 16 giorni, disputate dal 2 al 18 gennaio. Un’accelerazione rara per una stagione senza coppe europee, che ora restituisce al tecnico la settimana lunga come alleata. Il successo contro il Lecce non vale solo tre punti: segna la fine di una maratona e l’inizio di una gestione più chirurgica delle energie, in vista di un calendario che torna a dilatarsi ma non a semplificarsi.
Riposo programmato e ritorno a Milanello
La scelta è netta: due giorni di riposo per la rosa. Allegri ha deciso di staccare la spina oggi e domani, sfruttando il vantaggio strutturale di chi non ha impegni continentali. La ripresa degli allenamenti a Milanello è fissata per mercoledì pomeriggio, con l’obiettivo di preparare al meglio la prossima tappa. Non è un dettaglio. La gestione del carico diventa centrale proprio adesso, quando il Milan può programmare senza l’ansia del turnover europeo e costruire la settimana attorno a un solo appuntamento.
Tre trasferte, una chiave di stagione
All’orizzonte c’è un trittico impegnativo in trasferta: Roma, Bologna e Pisa. La prima fermata è l’Olimpico, domenica sera alle 20.45, contro la Roma. Un banco di prova che misura la solidità del gruppo dopo lo sforzo concentrato di metà mese. In questo contesto, il gol di Füllkrug assume un peso specifico ulteriore: sbloccare l’attaccante significa ampliare le soluzioni offensive in una fase in cui la lucidità farà la differenza.
Il vantaggio senza coppe
La mancata qualificazione alle competizioni europee resta una ferita sportiva, ma si trasforma ora in leva competitiva. Allegri lo sa e lo utilizza: più tempo per lavorare, recuperare, preparare i dettagli. Il Milan entra in una fase in cui programmazione e continuità possono diventare un vantaggio reale rispetto a chi corre su più tavoli. La maratona è alle spalle. Adesso comincia la gestione. E, spesso, è lì che si decidono le stagioni.

