Subito dopo l’ufficialità di Allegri come nuovo allenatore del Milan, era lecito pensare che la squadra rossonera avrebbe migliorato, e non di poco, i propri dati difensivi. Aspettativa pienamente confermata dal campo: dopo 28 giornate di campionato, il Milan ha incassato appena 20 reti, con tanto di 13 clean sheets, registrando il miglior dato per gol subiti nei maggiori cinque campionati europei. Se il Diavolo si trova al secondo posto in classifica, è specialmente merito di questa solidità difensiva, che ha permesso di agguantare la vittoria in diverse gare in cui l’attacco non è stato particolarmente efficace.
Il “muro rossonero” re d’Europa
Si sa, la proposta di gioco di Max Allegri mette in luce sia le qualità dei singoli difensori, sia dell’intera fase difensiva, coinvolgendo anche centrocampisti ed attaccanti. Non è un caso che il Milan vanti la miglior difesa della Serie A e sia la seconda squadra con il maggior numero di reti inviolate. Dati che non brillano soltanto nel campionato italiano, ma trovano riscontro anche confrontandosi con le leghe estere: nessuna squadra, nei maggiori cinque campionati europei, ha subito meno reti del Milan. Chi si avvicina maggiormente ai rossoneri è il Lens che, in Ligue 1, fa registrare 21 reti subite, avendo però disputato tre gare in meno.
Questa ritrovata solidità difensiva ha permesso al Diavolo di ottenere il bottino pieno anche in gare in cui è mancata efficacia sotto porta, centrando numerose vittorie in pieno stile allegriano, ovvero di “corto muso“. Durante il corso della stagione, da media e social sono piovute critiche allo stile di gioco dell’allenatore livornese, che ha sempre risposto con il suo celebre motto: “Il calcio è semplice: c’è una porta in cui bisogna fare gol e una in cui non bisogna prenderne”. Questa sua tipica espressione, pronunciata con tono ironico ma che rispecchia a pieno le sue idee, invita a non complicare il gioco e a non focalizzarsi troppo sui vari tatticismi, puntando sull’equilibrio della squadra e sulle qualità dei giocatori.
Il clamoroso confronto con il passato
Risulta quasi paradossale pensare che questo Milan sia la stessa squadra capace di subire valanghe di reti nelle passate stagioni, considerando anche che gli interpreti sono, per la stragrande maggioranza, gli stessi. Senza andare troppo indietro nel tempo, negli ultimi tre anni il Diavolo non aveva mai subito meno di 40 reti, cifre impensabili per un club come il Milan. Nelle stagioni 2022/23 e 2024/25, sono stati 43 i gol incassati, che hanno condizionato negativamente le due annate, concluse rispettivamente al 4° e all’8° posto. Nell’annata 2023/24, nonostante un secondo posto raggiunto grazie a un attacco più prolifico, sono state ben 49 le reti al passivo, che hanno portato il Milan ad un enorme distacco di 19 punti dalla capolista. Nonostante non sia ancora terminata la stagione attuale, sembra che il metodo Allegri stia dando i propri frutti, riportando equilibrio e competitività a un ambiente che, negli ultimi anni, ne era rimasto orfano.