Il Milan ha tracciato la rotta per l’attacco dell’estate 2026, individuando in Moise Kean il profilo ideale per guidare il reparto avanzato. L’operazione, fortemente caldeggiata dal tecnico Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina rossonera nel 2025 per riaprire un ciclo vincente, rappresenta un chiaro segnale della volontà di affidarsi a un usato garantito che l’allenatore livornese ha già plasmato e valorizzato durante il comune passato alla Juventus. Tuttavia, l’assalto al centravanti della Fiorentina non si preannuncia agevole, dovendo scontrarsi con le rigide clausole contrattuali che proteggono il bomber viola.
La clausola dei 62 milioni e il piano di via Aldo Rossi
A blindare Kean è una clausola rescissoria da 62 milioni di euro, frutto di un rinnovo contrattuale siglato nell’estate 2025 dopo un’annata da 25 reti complessive. Tale opzione, valida esclusivamente nella prima metà di luglio, rappresenta uno scoglio economico non indifferente per le casse milaniste. Per aggirare l’esborso integrale e convincere il patron Rocco Commisso, il management rossonero sta studiando un’offerta strutturata: una base cash tra i 30 e i 35 milioni di euro a cui aggiungere il cartellino di un “gioiello” di proprietà.
La “Carta Camarda”: il sacrificio d’oro per convincere Paratici
Il nome destinato a far saltare il banco è quello di Francesco Camarda. Il talento classe 2008, attualmente in forza al Lecce per una stagione formativa ma frenato da un recente intervento chirurgico che lo terrà fuori fino a primavera, è l’oggetto del desiderio di Fabio Paratici, insediatosi come nuovo Direttore Sportivo della Fiorentina lo scorso 4 febbraio. Il dirigente viola, da sempre estimatore dei profili giovani e ad alto potenziale, vedrebbe in Camarda il fulcro su cui costruire il futuro post-Kean. Per il Milan si tratterebbe di un sacrificio doloroso ma necessario per assecondare le richieste di Allegri, deciso a riabbracciare il calciatore che più di ogni altro rappresenta la sua idea di attaccante moderno.
Scenari e diplomazia di mercato
L’asse Milano-Firenze si preannuncia rovente. Se da un lato la Fiorentina non ha alcuna necessità impellente di vendere il proprio capocannoniere, dall’altro la prospettiva di incassare una plusvalenza monstre, dopo averlo prelevato dalla Juventus per meno di 20 milioni, unita all’acquisizione del prospetto più luminoso del calcio italiano, potrebbe ammorbidire la posizione del club toscano. Il Milan, dal canto suo, sa che la finestra di luglio sarà decisiva: il rischio è quello di scatenare un’asta internazionale, con club di Premier League e Saudi Pro League pronti a esercitare la clausola senza sconti, scenario che obbliga il sodalizio rossonero ad accelerare i tempi della diplomazia già in questa primavera.