Ruben Amorim mette subito le cose in chiaro. Alla vigilia della sfida contro la Lazio, l’allenatore del Milan è stato interrogato in conferenza stampa su una possibile ispirazione al modello costruito da Cesc Fabregas al Como, ipotizzando che proprio quella potesse essere una delle idee di Gerry Cardinale per il futuro rossonero.
Un accostamento che il tecnico portoghese ha respinto con decisione, rivendicando la propria filosofia e ricordando come il suo modo di intendere il calcio sia differente da quello dell’allenatore del Como.
Amorim: «Cardinale non mi ha mai parlato di Fabregas»
Il tecnico rossonero ha innanzitutto escluso che Cardinale gli abbia indicato Fabregas come riferimento da seguire.
«Siamo diversi come allenatori, come vissuto. Cardinale non mi ha mai parlato di Fabregas come ispirazione», ha spiegato Amorim, sottolineando come la propria proposta sia riconoscibile fin dal suo arrivo al Milan.
Il portoghese ha però ricordato anche un elemento fondamentale: il tempo. «Il mio modo di giocare è molto chiaro, si è visto sin dal primo giorno. Ma come ogni allenatore ho bisogno di tempo».
«Se si vuole giocare come il Como bisogna prendere l’allenatore del Como»
È soprattutto un passaggio della risposta a fotografare il pensiero dell’allenatore.
«Se si vuole giocare come il Como bisogna assumere l’allenatore del Como. Io sono diverso», ha dichiarato Amorim.
Una risposta netta, con la quale l’allenatore del Milan ha voluto separare completamente i due progetti tecnici. L’apprezzamento per il lavoro altrui non significa, nella sua visione, doverne replicare principi e soluzioni.
Amorim rivendica la propria identità
Amorim ha poi approfondito ulteriormente il concetto, ammettendo di osservare il calcio degli altri allenatori e di poter prendere spunti, ma rifiutando l’idea di costruire il proprio Milan copiando un altro modello.
«Mi piace rubare qualche idea, ma io non copio niente da nessuno», ha spiegato. Poi un’altra rivendicazione precisa: «Capisco che vi piace molto il Como, ma io ho la mia identità».
Il tecnico ha anche ribadito di essere totalmente concentrato sul lavoro quotidiano al Milan, sottolineando come allenare un club di queste dimensioni presenti difficoltà differenti ma non necessariamente superiori rispetto ad altre realtà.
La risposta sul confronto con Fabregas
Il paragone tra i due allenatori viene quindi rimandato al campo e soprattutto al tempo necessario per valutare realmente i rispettivi percorsi.
Amorim non sembra intenzionato a partecipare a una gara di imitazione. Il suo obiettivo è costruire un Milan riconoscibile secondo i propri principi, consapevole che risultati e identità non possano essere giudicati soltanto dopo poche settimane.
E sul confronto a distanza con Fabregas la conclusione è stata altrettanto chiara: sarà il percorso delle prossime stagioni a dire quale progetto avrà prodotto i risultati migliori.




VS


Commenti
0