La rincorsa del Milan alla vetta della Serie A si arricchisce di un nuovo capitolo che profuma di storia, ma l’imperativo a Milanello resta la prudenza. Il successo ottenuto al Dall’Ara contro il Bologna ha riportato i rossoneri a una distanza di sicurezza dall’Inter capolista, ora lontana solo cinque lunghezze, permettendo al contempo di scavare un solco importante (+7) sulla Roma, attualmente quinta. Nonostante il fiato sul collo dei cugini nerazzurri, Massimiliano Allegri mantiene il profilo basso che ha contraddistinto la sua intera carriera: l’obiettivo dichiarato non è il tricolore, ma il ritorno stabile nell’Europa che conta.
Una marcia da record: i numeri di Allegri
Le statistiche, tuttavia, raccontano una realtà che va ben oltre la semplice lotta per un piazzamento Champions. Il confronto con la passata stagione è impietoso per i critici: il Milan ha oggi ben 15 punti in più rispetto allo stesso punto del campionato scorso. Raggiungere quota 50 punti dopo sole 23 giornate è un’impresa riuscita ai rossoneri solo altre due volte nell’era dei tre punti: nel 1995-96 e nel 2003-04, annate concluse entrambe con la conquista dello Scudetto.
Il dato più impressionante riguarda però la continuità di rendimento. I rossoneri sono imbattuti da 22 turni consecutivi, una striscia che non si vedeva dai tempi di Fabio Capello (1992-93), quando il record si fermò a 23. Inoltre, l’invulnerabilità esterna del “Diavolo” è diventata un caso europeo: il Milan è rimasto imbattuto in tutte le prime 12 trasferte stagionali, un traguardo mai raggiunto nel torneo a 20 squadre. In tutto il continente, solo il Bayern Monaco può vantare una statistica simile nei cinque maggiori campionati.
Il rebus delle stelle: il piano per Pulisic e Leao
Se i numeri sorridono, l’infermeria impone invece una gestione oculata dei pezzi pregiati. Il rinvio della sfida contro il Como concede ad Allegri una finestra di riposo inaspettata prima della trasferta di Pisa, in programma venerdì 13 febbraio. La priorità assoluta dello staff medico è il recupero di Christian Pulisic e Rafael Leao, i due trascinatori che nelle ultime settimane sono apparsi l’ombra di se stessi a causa di acciacchi cronici.
L’americano, già alle prese con una caviglia instabile, è stato fermato da una borsite all’ileopsoas che gli ha impedito di partecipare alla trasferta emiliana. Più complessa la situazione del portoghese: Leao sta convivendo con un’infiammazione all’adduttore che rischia di degenerare in pubalgia se non gestita con estrema cautela. Proprio per questo, nonostante fosse regolarmente in panchina a Bologna, Allegri ha preferito non rischiarlo per l’intera durata del match. «Spero di riaverli entrambi a disposizione per Pisa», ha ammesso il tecnico nel post-partita, consapevole che la reale dimensione degli obiettivi stagionali dipenderà dallo stato di salute dei suoi due fuoriclasse. Senza la loro esplosività, la scalata verso il vertice rischierebbe di farsi troppo impervia.