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Il Milan prende la forma di Allegri: solido, essenziale e in vetta

3 min di lettura

Poche occasioni, massimo rendimento: il Diavolo vince di misura e costruisce la sua forza sulla solidità

C’è un Milan che non alza la voce, non stravince, non cerca l’estetica. Ma vince. E lo fa con una regolarità che pesa, perché porta punti e soprattutto classifica. Dopo Cagliari, il Diavolo si è ritrovato davanti a tutti almeno per una notte, in attesa di Inter-Bologna. Un dettaglio? No. È il segno che il Milan ha preso le sembianze del suo allenatore.

Un Milan che somiglia al suo tecnico

La squadra rossonera è diventata lo specchio di Massimiliano Allegri: essenziale, ordinata, impermeabile alle mode. Pragmatismo prima di tutto. Non c’è bisogno di dominare per 90 minuti se basta colpire una volta, difendere bene e portare a casa il risultato. È un calcio che divide, ma che storicamente paga.

Il ritorno del “corto muso” come sistema

Il successo di Cagliari non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di una tendenza ormai strutturale. Otto vittorie stagionali sono arrivate con il minimo scarto, molte delle quali in partite ad alta tensione. Il Milan segna poco? Forse. Ma segna quando serve. La statistica è brutale e racconta tutto: i rossoneri sbloccano spesso la gara al primo vero tiro nello specchio. In più occasioni ne sono bastati due, al massimo tre. Un’efficienza che non è casuale, ma figlia di un piano preciso.

Difesa come capitale, non come ripiego

C’è un altro numero che spiega meglio di ogni slogan la solidità del Milan: nove clean sheet. Una cifra che riporta indietro nel tempo, alla stagione 2011-12, quando sulla panchina rossonera sedeva ancora Allegri. Coincidenze? Nel calcio raramente esistono. La fase difensiva è tornata a essere una certezza, non una sofferenza. Linee compatte, pochi rischi, gestione lucida dei momenti sporchi della partita. Non è spettacolo, è controllo.

Una striscia che pesa nella corsa al vertice

Il Milan ha costruito la sua leadership su un altro dato che non ammette interpretazioni: 16 partite consecutive senza sconfitte in Serie A. L’ultima caduta risale alla prima giornata, poi una lunga sequenza di risultati utili che ha consolidato mentalità e fiducia. In un campionato in cui l’equilibrio è tornato centrale, chi sbaglia meno va avanti. E oggi il Milan sbaglia pochissimo.

Una filosofia chiara, che guarda lontano

Questo Milan non chiede applausi, ma pretende rispetto. È una squadra che sa soffrire, che non si disunisce, che non perde la rotta quando il ritmo cala. È il Milan di Allegri, nel senso più puro del termine: concreto, resistente, competitivo. Il calendario dirà fin dove può arrivare. Ma intanto la sensazione è netta: questa squadra ha trovato un’identità riconoscibile. E quando succede, la stagione cambia peso.

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