Il ginocchio che bloccò tutto a gennaio, i sei gol in Conference League e ora Glasner sulla panchina del Milan: Mateta torna di moda

L'attaccante francese del Crystal Palace era vicinissimo ai rossoneri nella sessione invernale, poi l'affare saltò all'ultimo momento. L'arrivo del tecnico austriaco a Milano potrebbe riaprire una trattativa che sembrava archiviata.

4 min di lettura

C’è un filo che collega il mercato di gennaio del Milan, una visita medica andata storta e la finale di Conference League vinta dal Crystal Palace pochi giorni fa. Quel filo ha un nome e un cognome: Jean-Philippe Mateta. L’attaccante francese classe 1997 era a un passo dai rossoneri durante l’ultima sessione invernale, con accordo già raggiunto tra i club. Poi, nelle ore decisive, il Milan si tirò indietro: le condizioni del ginocchio del giocatore non convincevano la dirigenza di allora, e l’operazione saltò. Mateta rimase a Londra, segnò sei reti, compresa quella nella finale europea, e si prese la convocazione di Didier Deschamps per il Mondiale. La storia, a volte, sa essere crudele con chi si ferma al provino.

Glasner al Milan: il tecnico del Palace verso San Siro

Oggi il contesto è radicalmente cambiato. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il candidato principale per sedersi sulla panchina del Milan nella prossima stagione è Oliver Glasner, il tecnico austriaco che ha guidato il Crystal Palace per due anni e mezzo trasformandolo in una squadra vincente. Sotto la sua gestione, il club londinese ha conquistato i primi tre trofei della sua storia, incluso il primo titolo europeo. È lui l’uomo che Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimović starebbero valutando per rifondare il progetto tecnico rossonero. E se Glasner arrivasse a Milano, porterebbe con sé una conoscenza profonda di Mateta: è stato il suo allenatore nel momento di massima espressione, quello che lo ha fatto rendere meglio di chiunque altro nella sua carriera.

Oliver Glasner

L’errore di gennaio e la sliding door stagionale

Guardare indietro, in questo caso, serve a capire cosa potrebbe succedere in avanti. Il mancato acquisto di Mateta a gennaio è stato, con ogni probabilità, una di quelle sliding doors che cambiano il corso di una stagione. Il Milan aveva bisogno di gol, lo era allora, lo è ancor di più oggi, dopo un’annata che ha rivelato la cronica insufficienza del reparto offensivo come causa principale del fallimento rossonero. Niklas Füllkrug, arrivato in prestito, ha messo a segno una sola rete. Mateta, nel frattempo, ne faceva sei. La differenza è impietosa.

Scadenza 2027 e prezzo in calo: l’occasione esiste

C’è anche un argomento economico che rende la pista concreta. Il contratto di Mateta con il Crystal Palace scade nel 2027: non è imminente, ma è abbastanza vicino da abbassare le pretese del club inglese rispetto ai 35 milioni di euro che sarebbero stati la base della trattativa invernale. Il prezzo, in questa finestra estiva, sarà necessariamente più contenuto. Per un Milan che ha bisogno di ritrovare efficacia sotto porta e potrebbe ritrovarsi con in panchina l’uomo che meglio conosce le qualità del giocatore, l’operazione ha una logica difficile da ignorare. La nuova dirigenza, diversa da quella che decise di bloccare tutto a gennaio, non porta con sé i pregiudizi di quella decisione.

Mateta
Mateta

Una pista che si riapre da dove si era interrotta

Quello che mancò in inverno fu la fiducia. Nella tenuta fisica di un giocatore che, alla fine, non si è nemmeno operato e ha concluso la stagione da protagonista assoluto. Se Glasner sarà il nuovo allenatore del Milan, difficile che il suo nome non torni sul tavolo della dirigenza rossonera nelle prime riunioni di mercato. L’attaccante francese ha 29 anni, ha appena vissuto il momento più alto della sua carriera e vale più oggi di quanto non valesse sei mesi fa.

Pubblicità