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Loftus-Cheek, bivio rossonero: la Lazio osserva, il Milan riflette

Sarri lo vuole per il post-Guendouzi, Allegri lo utilizza ma non lo blinda: tra numeri, età e mercato, il tempo stringe

4 min di lettura

Il nome di Ruben Loftus-Cheek è tornato improvvisamente al centro del dibattito. Non per una prestazione, ma per il mercato. La Lazio osserva, il Milan riflette. E in mezzo c’è un giocatore che da due stagioni divide giudizi e aspettative.

L’idea Lazio nasce da lontano

L’interesse biancoceleste non è casuale. Maurizio Sarri conosce Loftus-Cheek meglio di molti altri: lo ha allenato al Chelsea, trovando una delle versioni più produttive dell’inglese, capace allora di arrivare in doppia cifra. Dieci gol in una stagione: un picco che Loftus ha toccato solo un’altra volta, nel suo primo anno in rossonero con Stefano Pioli. Ora la Lazio si prepara a salutare Matteo Guendouzi, destinato al Fenerbahçe, e Sarri avrebbe indicato proprio Loftus-Cheek come profilo ideale per sostituirlo. Per caratteristiche, esperienza e conoscenza del sistema.

Il paradosso Loftus-Cheek al Milan

Il problema è che il Loftus-Cheek visto al Milan è sempre stato una promessa a metà. Massimiliano Allegri, in estate, aveva indicato una soglia chiara: lui e Youssouf Fofana dovevano garantire quindici gol complessivi. A metà stagione il dato è impietoso: uno a testa.

Eppure il potenziale non è mai stato in discussione. Struttura fisica dominante, progressione devastante, tempi di inserimento da centrocampista moderno. Ma anche una costante sensazione di incompiutezza. Nella stessa partita convivono due Loftus-Cheek: quello che sembra temere il contatto e quello che, con una conduzione, spacca in due la linea avversaria salvo poi perdersi sul più bello.

Allegri lo usa, ma non lo blinda

Con Allegri Loftus-Cheek è coinvolto, ma non centrale. Su quindici gare di Serie A in cui è stato disponibile, sette da titolare e otto da subentrato. È stato provato anche da seconda punta, ruolo già ricoperto in passato, ma il contesto è cambiato. Nel 4-2-3-1 di Pioli era l’uomo sorpresa; nel 3-5-2 attuale fatica quando deve diventare riferimento, con Rafael Leão, Christian Pulisic o Christopher Nkunku che gli girano intorno. Lo staff lo apprezza per duttilità, ma non è un intoccabile. E questo, in ottica mercato, pesa.

I numeri dicono che il momento è adesso

C’è poi la questione economica. Loftus-Cheek è stato acquistato nell’estate 2023 per circa 19 milioni di euro, firmando un quadriennale. A gennaio 2026 il suo valore residuo a bilancio è poco sopra i 7 milioni. Qualsiasi offerta superiore genererebbe plusvalenza. E il tempo gioca contro: in estate entrerà nell’ultimo anno di contratto e il valore non potrà che scendere.

In più, il fisico torna a presentare il conto. Nelle ultime ore l’inglese si è fermato per un piccolo problema muscolare, l’ennesimo di una carriera spesso frenata da acciacchi. A fine mese compirà trent’anni: un’età che, nel calcio di oggi, non ammette molte stagioni di attesa.

Cederlo o no: il vero nodo

Ha senso per il Milan lasciarlo andare? Alla giusta cifra, probabilmente sì. Ma la domanda vera è un’altra: il club sarebbe in grado di sostituirlo meglio di quanto abbia saputo valorizzarlo? Con quale profilo? Una mezzala pura, un mediano, un trequartista? E soprattutto: gennaio offre davvero giocatori con le sue caratteristiche pronti subito?

Loftus-Cheek non ha mai convinto del tutto, nemmeno nell’anno dei dieci gol. Ma liberarsene senza un’idea chiara rischia di lasciare un vuoto difficile da colmare. Per questo la risposta non è così scontata. Se il Milan vuole venderlo, questo è il momento. Ma farlo bene sarà molto più difficile che farlo e basta.

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