Il Milan vince 3-1 a Como e nella rimonta rossonera c’è, puntuale, la firma di Rafael Leão: assist per il primo gol di Adrien Rabiot e un dato che certifica il suo peso specifico nel torneo. Dalla sua prima partecipazione a una rete in questa Serie A, il portoghese è secondo per contributo offensivo complessivo, superato solo da Lautaro Martínez.
Numeri che raccontano leadership
Il contributo di Leão non è episodico. Nel periodo considerato ha preso parte a nove reti – sette gol e due assist – una produzione che lo colloca immediatamente alle spalle dell’attaccante dell’Inter. Un rendimento che si è acceso dopo la doppietta contro la Fiorentina alla settima giornata e che da allora accompagna le partite chiave del Milan.
Al Sinigaglia la gara gira quando Leão accelera: strappo, lettura, tocco pulito. L’assist “al bacio” per Adrien Rabiot apre la rimonta e spezza l’inerzia di un match fino a quel momento complicato. Non è solo qualità individuale: è tempismo nel momento in cui serve incidere.
Oltre i numeri: continuità e responsabilità
La crescita di Leão passa anche dalla continuità nelle scelte e dall’impatto sui compagni. Quando il Milan fatica a trovare ritmo, il portoghese resta l’uomo capace di creare superiorità e di trasformare una giocata in un vantaggio concreto. È questo che distingue un talento da un riferimento.
Il 3-1 finale fotografa una squadra che ha saputo soffrire e colpire. La doppietta di Rabiot e una prestazione decisiva tra i pali hanno completato l’opera, ma l’azione che accende la rimonta nasce dal piede di Leão. Apporto misurabile e decisivo, come dicono i dati.

