Il terremoto societario che ha travolto il Milan nelle ultime ore sta producendo i primi, pesantissimi effetti collaterali sulla programmazione della nuova stagione, trasformando la sede di via Aldo Rossi in un fortino irraggiungibile per agenti e club rivali. In questo momento a Milano regna un vuoto di potere assoluto. Chiunque si metta in contatto con la società rossonera per imbastire una trattativa o chiedere informazioni su un calciatore si scontra con una realtà paradossale: manca fisicamente un referente con cui parlare. L’azzeramento totale dei quadri operativi ha cancellato in un colpo solo le figure dell’amministratore delegato, del direttore sportivo e del direttore tecnico, lasciando l’intera area sportiva senza una guida ufficiale in grado di firmare documenti o prendere decisioni strategiche.
Questo scenario di paralisi istituzionale, descritto stamattina in un’approfondita analisi di Tuttosport, ha congelato anche tutta la partita legata ai rinnovi contrattuali interni, un dossier che la precedente gestione considerava prioritario per blindare l’ossatura della squadra. Sono finiti inevitabilmente in stand-by i dialoghi avviati per i prolungamenti di Fikayo Tomori e Ruben Loftus-Cheek, due dei pilastri dello spogliatoio che ora attendono di capire chi gestirà il loro futuro. Il quotidiano torinese fotografa la situazione senza giri di parole, parlando di “un momento di oggettivo caos, che la proprietà dovrà risolvere non oltre la prossima settimana, perché va riprogrammato tutto (anche la data del raduno estivo) e vanno anche convinti i calciatori che l’azzeramento effettuato sia stato necessario”.
La responsabilità di uscire da questo vicolo cieco è interamente sulle spalle del trio composto da Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli, rimasti gli unici punti di riferimento di una proprietà americana chiamata a ricostruire l’organigramma a tempo di record. I tre manager stanno lavorando senza sosta per riempire le caselle rimaste vuote, consapevoli che ogni giorno perso rischia di compromettere la campagna acquisti estiva e di allontanare gli obiettivi di mercato. Il tempo stringe e la necessità di fissare la data del raduno a Milanello impone una sterzata immediata, prima che il blackout operativo si trasformi in una crisi sportiva difficilmente sanabile.