Il verdetto di Collovati: «Milan, lo Scudetto era un’illusione. Ora serve un bomber»

L'ex difensore analizza il momento dei rossoneri: le critiche a Leao, il calo di Pulisic e l'affondo contro il VAR.

Redazione
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Il rovescio interno contro il Parma e il contestuale sprofondamento a dieci punti dalla vetta occupata dall’Inter hanno ufficialmente aperto la fase dei bilanci in casa rossonera. Un’impasse che non è solo numerica, ma che affonda le radici in criticità strutturali e in una gestione arbitrale che continua a far discutere. A tracciare un’analisi profonda e priva di filtri sulla congiuntura attuale è intervenuto Fulvio Collovati, storico ex difensore e opinionista, che ai microfoni di MilanNews.it ha ridimensionato le ambizioni del sodalizio di via Aldo Rossi.

Secondo Collovati, il sogno tricolore non è mai stato un obiettivo realmente alla portata della compagine di Massimiliano Allegri, nonostante i proclami di una parte della piazza. Il divario con i rivali nerazzurri appare marcato soprattutto nella profondità della rosa e nella gestione delle risorse offensive. «Ritenevo che l’Inter, come solidità e soluzioni offensive rispetto al Milan, avesse qualcosa in più, e puntualmente questo si è verificato», ha dichiarato l’ex calciatore, sottolineando come il tecnico toscano sia sempre stato onesto nel porre la qualificazione alla Champions League come traguardo reale e prioritario.

Le lacune del Diavolo: l’enigma Leao e il calo di Pulisic

L’analisi si sposta poi sulle individualità, colpevoli di una discontinuità che preclude il salto di qualità definitivo. Se da un lato il club paga l’assenza di un centravanti di peso, con Fullkrug ancora lontano dalla condizione ideale, dall’altro deve fare i conti con l’altalenante rendimento dei suoi uomini più rappresentativi. Sotto la lente d’ingrandimento finisce inevitabilmente Rafael Leao, croce e delizia del tifo rossonero, la cui attitudine continua a dividere l’opinione pubblica.

«Leao è questo calciatore qui: indolente, a volte ti fa la grande giocata e a volte è assente. Il suo limite è sempre stato la continuità», ha sentenziato Collovati, aggiungendo una nota di preoccupazione anche per il rendimento di Christian Pulisic, apparso in netto calo in questo inizio di 2026 dopo un girone d’andata da protagonista assoluto. Per l’opinionista, la strada per colmare il gap con l’élite è tracciata: il Milan necessita di un innesto di qualità a centrocampo e, soprattutto, di un attaccante capace di garantire venti gol stagionali, figura attualmente assente nello scacchiere tattico di Allegri.

La scure sul VAR: «Una barzelletta all’italiana»

Non manca, infine, una stoccata durissima alla gestione tecnologica delle gare, definita da Collovati come un elemento di disturbo che sta depotenziando la classe arbitrale. Il riferimento agli episodi controversi di Milan-Parma è evidente, inserendosi in un coro di proteste che vede il protocollo attuale come un ostacolo alla fluidità e alla meritocrazia del campo.

«Il VAR è una barzelletta all’italiana. Ha tolto potere agli arbitri che ormai non decidono più; aspettano sempre la decisione tecnologica, diventata ormai comica. È una pagliacciata da risolvere», ha rincarato la dose l’ex azzurro. Secondo questa visione, l’incertezza generata dall’uso discrezionale dello strumento starebbe condizionando l’esito del campionato, trasformando ogni scontro di gioco in un’attesa estenuante che mina l’autorità di fischietti esperti come Doveri o Piccinini.

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