Il Milan piomba nel caos ma spunta Rangnick: le pesanti condizioni del tedesco per accettare il ruolo di direttore tecnico

Dopo una serie di addii eccellenti, la dirigenza rossonera avvia i contatti con l'attuale commissario tecnico dell'Austria, pronto a sposare il progetto solo a patto di ottenere la totale gestione dell'area sportiva.

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La dirigenza del Milan si trova nel pieno di una profonda e caotica evoluzione societaria, innescata dalla necessità di ricostruire l’intero organigramma sportivo in vista della prossima stagione. A seguito di ben quattro addii strategici all’interno del club, la proprietà rappresentata da Gerry Cardinale, affiancata da Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli, si è attivata d’urgenza sul mercato per colmare le caselle rimaste vuote. La priorità assoluta della governance rossonera è quella di individuare nel minor tempo possibile le figure chiave per il futuro della squadra, tra cui il nuovo allenatore, l’amministratore delegato, il direttore sportivo e il direttore tecnico. Proprio per quest’ultimo e delicato incarico, il profilo più accreditato ed evidenziato dalle ultime indiscrezioni di mercato porta direttamente a Ralf Rangnick, stimato manager tedesco e attuale commissario tecnico della Nazionale austriaca.

Le manovre per portare il dirigente in Italia sono già entrate nel vivo e, come rivelato in un approfondimento pubblicato da Sportmediaset, nella giornata di lunedì si è tenuto un cruciale vertice telefonico a quattro che ha visto coinvolti lo stesso Rangnick, il patron Cardinale, il consulente societario Ibrahimovic e il dirigente Calvelli. Il colloquio a distanza ha registrato esiti positivi, portando l’ex manager di Lipsia e Manchester United a manifestare una chiara apertura formale verso il trasferimento a Milano. Tuttavia, il via libera del tecnico tedesco non sarà privo di ostacoli: per legarsi ai colori rossoneri, l’allenatore ha posto sul tavolo della proprietà una serie di vincoli estremamente rigorosi e non trattabili, legati a una richiesta di autonomia quasi assoluta.

Nello specifico delle sue pretese, Rangnick ha chiarito di voler esercitare un controllo totale su quasi ogni dinamica interna alla gestione sportiva, a esclusione unicamente delle nomine del presidente e dell’amministratore delegato. Il piano d’azione del tedesco prevede la massima libertà di scelta nell’individuazione della futura guida tecnica della prima squadra, del nuovo direttore sportivo, del capo dell’area scouting e dei relativi componenti dello staff. Le richieste del commissario tecnico si estendono inoltre alla gestione del vivaio, dove pretende il potere di decidere in prima persona il responsabile del settore giovanile del Milan, oltre ai coordinatori e agli allenatori delle varie formazioni minori. L’obiettivo dichiarato del dirigente è quello di ottenere una totale carta bianca operativa, condizione ritenuta indispensabile per poter radicare e sviluppare la propria filosofia calcistica e organizzativa all’interno dell’ambiente milanista.

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