Il crollo del Milan è un fallimento totale: dalle colpe di Cardinale all’esonero di Allegri, si salva solo il Cagliari

L'esclusione dalla prossima Champions League certifica il disastro della gestione rossonera, tra l'assenza di ambizione della proprietà RedBird, le faide interne in dirigenza e l'involuzione sul campo.

Redazione
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Il Milan ha fallito ufficialmente l’accesso alla prossima Champions League dopo aver concluso il campionato al quinto posto in classifica, un verdetto sportivo insoddisfacente maturato in modo definitivo in seguito alla sconfitta incassata contro il Cagliari. Come analizzato in un editoriale pubblicato oggi, lunedì 25 maggio 2026, dalla redazione di TuttoMercatoWeb.com, il disastro sportivo del club rossonero cancella l’ottimo rendimento palesato nella prima parte della stagione e configura una responsabilità collettiva che coinvolge ogni livello della struttura societaria, partendo dalla proprietà fino ad arrivare alla dirigenza, alla guida tecnica e ai calciatori scesi in campo nelle sfide decisive.

La radice dei problemi strutturali manifestati dall’ambiente milanista viene individuata nella gestione strategica del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, accusato di non sostenere nei fatti le dichiarazioni pubbliche legate alla ricerca delle vittorie e all’ambizione sportiva. La vicinanza mostrata dal patron nelle ultime settimane non è bastata a raddrizzare la rotta di un club indebolito sensibilmente anche dalle continue guerre interne e dai contrasti personali tra i vari membri della dirigenza, i quali hanno anteposto gli interessi personali al bene comune della squadra. Sul piano tecnico, l’allenatore Massimiliano Allegri viene considerato il meno colpevole per aver mantenuto la formazione in corsa per l’Europa fino ai novanta minuti conclusivi, ma l’imminente esonero resta la conseguenza diretta dell’incapacità di trovare rimedi all’improvviso sgretolamento del gruppo, specchio di una rosa che ha affrontato le ultime partite con un atteggiamento rinunciatario e privo di unità.

Il futuro del sodalizio rossonero dipenderà ora dalle contromisure che Gerry Cardinale deciderà di adottare per avviare una ristrutturazione complessiva che toccherà tutti i settori nevralgici, sia dentro sia fuori dal terreno di gioco. Al di là dei profili dei professionisti che verranno scelti per guidare il nuovo corso, la priorità assoluta della proprietà dovrà essere l’eliminazione delle diverse fazioni interne per restituire stabilità e compattezza all’immagine del club. Questo processo di unificazione rappresenta l’unico binario percorribile per onorare la tradizione sportiva della società e per rispondere alle legittime pretese di una tifoseria stanca di assistere all’involuzione tecnica della squadra.

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