Milan, Giménez racconta il recupero: «Ora penso al futuro. Tornerò più forte»

L’attaccante rossonero parla dopo l’operazione alla caviglia: dolore gestito per mesi, scelta difficile ma necessaria, Mondiale nel mirino

Redazione
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Santiago Giménez rompe il silenzio sul momento più delicato della sua stagione. L’attaccante del Milan, fermo ai box dopo l’operazione alla caviglia effettuata nelle scorse settimane, ha raccontato a ESPN il percorso che lo ha portato allo stop e le sensazioni di un recupero che procede con fiducia. Un racconto diretto, lucido, che mette in fila dolore, scelte e obiettivi.

Il recupero e la voglia di tornare

Giménez non nasconde la difficoltà del periodo, ma guarda avanti con determinazione: «È stato difficile, perché ci sono state alcune settimane in cui giocavo con dolore. L’infortunio ha iniziato a peggiorare sempre di più. Ho dovuto fermarmi, ma ora voglio solo guardare al presente e al futuro, non vivere nel passato. Sono motivato perché sento di stare facendo un buon recupero e spero che tra qualche settimana potrò tornare a giocare». Parole che raccontano una fase di transizione, in cui la priorità è tornare in campo senza compromessi.

Un dolore che durava da tempo

Il problema alla caviglia, spiega l’attaccante, non è stato improvviso: «Sì, va avanti da molto tempo. All’inizio era solo un piccolo dolore e, come calciatori, se abbiamo un po’ di dolore continuiamo a giocare. È normale per noi. Ma penso sia stato un errore. So che ogni calciatore farebbe lo stesso perché amiamo giocare, amiamo continuare a giocare, ma già prima della Gold Cup avevo dolore. E poi peggiorava sempre di più, quindi era il momento di fermarsi». Una riflessione che suona come una lezione imparata, con il senno di poi.

La scelta dell’operazione

La decisione di operarsi è stata tutt’altro che semplice, anche per il peso delle opportunità davanti a sé: «Sì, assolutamente. Lo scorso maggio non riuscivo a credere di avere questa opportunità con il Milan, con il Mondiale, con la mia nazionale, con la mia gente. Ma poi il dolore ha iniziato a farsi sentire ed è arrivato il momento di decidere: operarsi o no. È una stagione importante con il Milan e poi c’è il Mondiale, quindi è stata una decisione difficile. Ma alla fine, ora che è passato un mese dall’operazione, posso dire che è stata la decisione migliore. Adesso sono davvero felice di essermi operato e non vedo l’ora di tornare più forte». La scelta guarda al lungo periodo, alla carriera prima che all’immediato.

Il legame con Pulisic nello spogliatoio

Tra i temi toccati, anche il rapporto con Christian Pulisic, tra rivalità e amicizia: «Questa è sempre una discussione nello spogliatoio con tutti. Ci fanno battute o ci chiedono: “Chi è più forte, USA o Messico?”. Io inizio a dire Messico, Pulisic inizia a dire USA ed è una lotta nello spogliatoio, ma sempre con affetto! Se giochiamo una partita con le nostre nazionali, siamo nemici, siamo rivali. Ma nello spogliatoio è uno dei miei migliori amici».

Un rapporto che va oltre il campo: «Siamo sempre insieme e spero che, se non gioca contro il Messico, faccia bene. Ma se gioca contro il Messico, ovviamente se devo fermarlo, lo faccio! […] A volte vado a casa sua, facciamo un barbecue e guardiamo la NFL. Quindi è un ottimo compagno di squadra, un buon amico, ma alla fine, se indossa la maglia degli USA, è un rivale».

Mondiale nel mirino

L’obiettivo finale è chiaro e passa dalla salute: «Voglio solo stare bene con la caviglia. Penso che questo sia l’obiettivo principale. Voglio essere al 100%. E se sto bene con la caviglia, credo che tutto il resto arriverà automaticamente. Dopo, continuare verso il Mondiale. Per il Mondiale sarò pronto». Il messaggio è netto: prima il recupero, poi tutto il resto. Il Milan attende, Giménez lavora. E il rientro, ora, sembra una questione di tempo.

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