Dr. Jekyll e Mr. Leao: il portoghese fatica ma è sempre più decisivo

Contro il Como è arrivato il nono gol della stagione per l'attaccante rossonero

Matteo Noceti
5 min di lettura

Il suo gol ha evitato al Milan la seconda sconfitta in campionato, eppure la prestazione di Rafa Leao di ieri sera ha lasciato alcuni dubbi. Non è una novità, purtroppo, per l’attaccante portoghese, che sta vivendo una stagione difficile a causa dei ripetuti guai fisici e di una posizione in campo che probabilmente non esalta le sue qualità. Ma c’è di più.

Lo spettro della pubalgia

Non ci sono conferme ufficiali, ma da qualche tempo nell’ambiente rossonero si vocifera che Leao soffra di pubalgia. Ci sono tanti motivi per augurarsi il contrario. Innanzitutto perché condizionerebbe quasi totalmente il giocatore, visto che questa patologia colpisce in prima battuta atleti che basano il proprio gioco sulla velocità e sui repentini cambi di direzione, e poi perché i tempi di guarigione possono essere molto diversi. Il rischio sarebbe quindi di impiegare per un bel po’ Leao privo della brillantezza dei giorni migliori.

Va detto che l’ipotesi pubalgia giustificherebbe il “nuovo” stile di gioco di Leao. Vero è che il ruolo di seconda punta nel 3-5-2 di Allegri non può essere interpretato alla stregua di quando giocava da attaccante esterno, però fa riflettere che ultimamente Rafa sembri rinnegare le caratteristiche che lo hanno reso grande. Su tutte, l’attacco della profondità palla al piede.

Sembra giocare col freno a mano tirato

In campo, la differenza si vede. Per natura tende a posizionarsi sulla sinistra, i compagni gli servono il pallone, ma quando potrebbe superare l’avversario in velocità, il numero 10 si ferma. In quelle circostanze il pubblico rumoreggia, talmente strano è vedere Leao giocare col freno a mano tirato, ma è ormai evidente che il portoghese voglia evitare complicazioni muscolari. Per la cronaca, anche un singolo scatto può causare fitte molto dolorose a chi soffre di pubalgia.

Numeri incredibili nonostante tutto

Per paradosso, l’incidente fisico sta restituendo un Leao molto più incisivo in zona gol, che poi è il grande salto di qualità che gli si chiedeva. 9 reti in appena 20 partite, sommando tutte le competizioni: il portoghese gonfia la rete quasi una volta ogni novanta minuti e con questa media chiuderebbe la stagione a quota 15 in 33 partite. Numeri fuori dall’ordinario per un giocatore che ha sempre avuto bisogno di superare le 40 presenze per andare in doppia cifra nella classifica marcatori. Da non sottovalutare, oltretutto, il peso dei gol: ad oggi sono valsi ben 11 punti in classifica.

L’evoluzione tecnica di Rafa

Le necessità del momento stanno spingendo Rafa ad evolvere il proprio gioco, ed è proprio il gol contro il Como a testimoniarlo: con una migliore condizione fisica avrebbe sgasato per poi dribblare il portiere, ieri invece ha optato per un preciso pallonetto che superasse Butez in uscita.

Non è l’unico esempio di come, dovendo rinunciare alla sua velocità, Leao stia provando a diventare più cattivo sotto porta: i gol contro Lazio e Cagliari sono da attaccante puro, quello al Genoa racconta di margini di miglioramento anche sul colpo di testa, soluzione mai ricercata con continuità, mentre se già in passato si erano viste sporadiche “gemme” da fuori area, quest’anno lascia piacevolmente sorpresi la buona precisione dal dischetto.

Cosa non va e prospettive future

Non sono tutte rose e fiori. Sulle ultime prestazioni del portoghese ci sono zone d’ombra che pesano sulla valutazione complessiva: per esempio il fatto che a volte impieghi una frazione di gioco in più per servire il compagno, oppure che non sia sempre preciso nelle vesti di rifinitore. La sensazione però è che, se Leao migliorasse di condizione e al tempo stesso continuasse a lavorare sul proprio gioco, il Milan potrebbe ritrovarsi in casa l’attaccante completo che più volte ha provato a prendere sul mercato.

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