Diciamo la verità: ci eravamo illusi che il derby potesse arrivare alla conclusione senza gli spettri di polemiche arbitrali. Sarebbe stata una graditissima boccata di ossigeno in una stagione molto sfortunata per i nostri fischietti, ma, forse proprio per questo, non poteva che essere un’illusione. E così, durante l’ultimo minuto di recupero, ecco presentarsi il classico episodio da moviola che tanto farà parlare nei prossimi giorni. Crudele e inaspettato, all’interno di una partita ben diretta dal signor Doveri.
Il presunto fallo da rigore
La scena la abbiamo vista tutti: manca una ventina di secondi al triplice fischio quando il tentativo di sponda di Dumfries verso il centro dell’area di rigore sbatte sul braccio di Ricci. In diretta il tocco pare evidente ma fortuito, con il centrocampista rossonero che corre disinteressandosi della palla, tuttavia alcune inquadrature del replay fanno sorgere dubbi.
Valutazioni contrastanti in base al replay
Dalla ripresa dietro la schiena di Ricci, infatti, si nota come il milanista quasi allarghi il braccio per andare incontro al pallone. In questa casistica è rigore al 100%, con il VAR che avrebbe dovuto richiamare l’arbitro, il quale, in quegli istanti, si trova ad alcuni metri di distanza dall’azione e non può vedere poiché impallato da un giocatore. Questa immagine, tuttavia, non restituisce la tridimensionalità del movimento, pertanto è insufficiente per l’analisi.
Prendendo quindi in esame un’immagine non piatta, si nota che l’arto superiore del milanista si muove all’indietro rimanendo all’interno della sagoma del corpo. Ergo, se la palla non avesse accidentalmente sfiorato il braccio, sarebbe finita sul fianco. Se poi consideriamo la distanza ravvicinata e la congruità del movimento, assegnare il rigore sarebbe stato un errore. Però sarebbe stato più coerente. Episodi analoghi sono stati sanzionati fino all’altro ieri, e allora la forza della critica deve prevalere sul tifo fino a chiedersi cosa abbia portato a una decisione diversa dal solito.
Siamo alle solite
La sensazione è sempre quella: in mancanza di elementi oggettivi, il regolamento lascia troppe zone d’ombra e inghippi interpretativi. Chi legge sa che su queste pagine non si è mai gridato alla Marotta League o a teorie complottiste non supportate dai fatti, bensì a troppe decisioni incoerenti. Molte di queste hanno penalizzato il Milan, quella di ieri lo ha avvantaggiato.
Ora si continui su questa linea
La battaglia per una maggiore uniformità di giudizio va rivendicata a gran voce perché riguarda tutti e perché, domenica dopo domenica, assistiamo a partite alterate da decisioni spesso incomprensibili. Una menzione a Chivu e Allegri, che nel post hanno elegantemente glissato sull’episodio. Se ne parlerà comunque, dunque si proponga un interrogativo carico di speranza: vogliamo finalmente ridare importanza alla dinamica dei movimenti dei giocatori in campo, anziché rimanere ostaggio di interpretazioni cervellotiche? Il fallo-non-fallo di Ricci rappresenti un ritorno alla normalità, ma valga sempre e per tutti.