Il fallimento di Zenica accelera la fine dell’era Gravina: i vertici della FIGC sono a un passo dalle dimissioni collettive dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali. La pressione politica e dell’opinione pubblica ha polverizzato ogni tentativo di difesa istituzionale, aprendo ufficialmente la fase di commissariamento della Federazione. Il collasso del sistema calcio italiano trascina con sé anche Gennaro Gattuso, la cui esperienza sulla panchina azzurra è giunta al capolinea: le scuse pubbliche non basteranno a evitare l’esonero o le dimissioni irrevocabili nelle prossime 24 ore.
La successione alla guida della Nazionale si trasforma in una missione diplomatica di altissimo profilo. Secondo le ultime indiscrezioni di Sky Sport, la Federazione punta tutto su Massimiliano Allegri e Antonio Conte per avviare la ricostruzione dalle macerie di USA-Canada-Messico 2026. Entrambi i tecnici rappresentano l’unica via per restituire autorità internazionale al movimento, ma l’operazione si scontra con ostacoli contrattuali ferrei: Allegri è vincolato al Milan, mentre Conte è il pilastro del progetto Napoli. Lo svincolo immediato o un clamoroso doppio incarico sono le opzioni sul tavolo per garantire all’Italia una guida di caratura mondiale.
Il tempo delle mediazioni è scaduto: la FIGC si avvia verso un rinnovo radicale dei propri quadri dirigenziali e tecnici. L’obiettivo è strappare uno dei due “top tier” ai rispettivi club per iniziare un nuovo ciclo fondato sulla competenza e sul prestigio. Il movimento attende ora l’annuncio ufficiale del passo indietro di Gravina, atto necessario per sbloccare la transizione verso una nuova governance capace di dialogare con i grandi club e riportare l’Italia nell’élite del calcio globale.