Costruire il domani, oggi: il modello Milan Futuro

Anche quest'anno si punta a collaborare con la squadra Primavera e sono diversi i giocatori chiamati a gestire il doppio impegno

Matteo Noceti
5 min di lettura

La mancata qualificazione ai mondiali della nazionale è una ferita che ancora sanguina, al punto da far interrogare tutti (ma proprio tutti) sul futuro del nostro calcio. Tra chi invoca riforme drastiche e chi sembra concentrarsi sugli avvicendamenti federali, il pensiero comune è che occorra ripartire dai giovani italiani. Sì, ma in che modo? Probabilmente non esiste una risposta univoca, ma è interessante analizzare come si sta comportando il Milan da un paio di stagioni.

L’obiettivo è crescere i talenti a prescindere dalla categoria

L’estate 2024 ha dato alla luce il Milan Futuro, un progetto rivolto ai talenti del domani e, per questo, destinato a stravolgere le dinamiche all’interno del settore giovanile di casa rossonera. Dopo una prima stagione deludente, segnata dalla retrocessione in serie D, quest’anno il Milan Futuro frequenta stabilmente le zone alte della classifica, ma soprattutto pare aver definito la propria missione: inserire progressivamente i migliori talenti della Primavera, senza ritrosie a mandare al piano di sotto i giocatori che necessitano di minutaggio. Lavorare in sinergia, a conti fatti.

Longoni e Bouyer, la porta è girevole

Negli ultimi minuti della sfida dello scorso weekend tra Brusaporto e Milan Futuro, i rossoneri hanno visto l’ingresso di Alessandro Longoni: è la prima presenza in serie D per il portiere classe 2008, impreziosita dal clean sheet. I brividi dell’esordio li ha invece smaltiti da tempo Léo Paul Bouyer, estremo difensore della Primavera che mister Oddo ha buttato nella mischia già sei volte in questa stagione. Non male in una squadra in cui brilla il talento di Torriani.

Difensori cresciuti, aspettando Pagliei

Nel reparto difensivo, sono tre i giocatori chiamati al doppio impegno. Valeri Vladimirov è stato in alcuni momenti della stagione un titolare del Milan Futuro, ma questo non gli ha impedito di giocare otto partite al centro della difesa della Primavera. Identico discorso per Mattia Cappelletti, autore anche di 2 gol e 2 assist in 30 partite di serie D, mentre i numeri del nuovo acquisto Matteo Pagliei sono inevitabilmente più bassi, ma con una particolarità: quando lui è in campo, si subiscono pochissimi gol. Quanti? Uno soltanto, segnato dal Lecce under 20 ad agosto.

La continuità di Borsani

La stagione di Alessandro Bonomi è finita a settembre a causa dell’infortunio al crociato ma, fino a quel momento, aveva raccolto due presenze in Primavera e due nella Coppa Italia di serie D. Manca dai convocati col Milan Futuro dallo scorso 23 novembre, invece, il trequartista Gioele Perina: parabola strana, quella del classe 2006, capace di mettere a segno un paio di gol con i “grandi” e poi chiamato in causa solo pochi minuti in Primavera. Più equilibrate le presenze di Emanuele Borsani, 12 nel campionato Primavera e 17 in quello di quarta serie.

Che numeri per Ossola!

Infine, per un Francesco Domnitei che ultimamente gioca solo in Primavera e un Emanuele Sala che, da capitano del Milan Futuro, scende al piano di sotto solo in casi eccezionali, c’è un Lorenzo Ossola che più di chiunque altro incarna la filosofia del club a livello giovanile. Il trequartista ha lo stesso numero di presenze (19) nei due campionati e gioca praticamente sempre: titolare il 70% delle volte in serie D, addirittura l’85% con la Primavera. È la riprova di come in casa Milan si miri a far giocare e crescere i giocatori a prescindere dal torneo.

Il pensiero del mister della Primavera

Sul tema è intervenuto anche il tecnico della Primavera Giovanni Renna, a margine della sfida dei suoi ragazzi contro i pari età dell’Atalanta. “Abbiamo un progetto ambizioso nel valorizzare i giovani tra Milan Futuro e Primavera, l’obiettivo è essere di aiuto per la prima squadra del futuro e la nazionale”. Nell’ultimo turno ha potuto contare su Sala: “I ragazzi di Milan Futuro, quando vengono con noi, danno il 100% e ci mettono il cuore, questo è un segnale positivo per i più giovani”.

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