Bouaddi domina il Mondiale e il Milan si mangia le mani: Allegri lo aveva già in lista, poi arrivò Ricci

Il centrocampista del Lille classe 2007 ha portato a spasso il Brasile con la maglia del Marocco. Di Marzio svela il retroscena: era nel taccuino rossonero un anno fa. Adesso lo inseguono Arsenal, Chelsea, Real Madrid e Barcellona.

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Mentre Ayyoub Bouaddi portava a spasso il centrocampo del Brasile al Mondiale“fatto di nomi, di peso, ma sicuramente di un passo diverso rispetto al marocchino con i capelli lunghi”, come lo descrive Gianluca Di Marzio nel podcast Caffè Di Marzio in collaborazione con TuttoMercatoWeb.com — da qualche parte a Milano qualcuno stava probabilmente ricordando una lista di mercato compilata un anno fa. Il classe 2007 del Lille e della nazionale del Marocco è diventato in pochi giorni il nome più caldo del torneo, con Arsenal, Chelsea, Real Madrid e Barcellona che si contendono già la sua firma. Ma il Milan ci aveva pensato prima di tutti.

Il retroscena di Di Marzio: Allegri lo voleva

“C’è un retroscena che riguarda Bouaddi”, racconta Di Marzio. “L’anno scorso, quando Massimiliano Allegri preparò una lista di rinforzi per il Milan, a centrocampo c’era il nome di Bouaddi. Allegri con il suo staff di scouting aveva già inserito il centrocampista oggi stella del Mondiale in quello che sarebbe stato secondo lui il centrocampo del futuro. Bouaddi rappresentava una grande occasione in quel momento.” Una intuizione precisa, anticipata rispetto al clamore attuale. Il problema è che il Milan in quel momento aveva appena preso Ricci, e il centrocampo venne poi completato con Modric, Jashari e Rabiot. Nessuno spazio per un altro innesto in quel reparto, e Bouaddi rimase sulla lista senza diventare un acquisto.

Una lezione sullo scouting

Di Marzio chiude il ragionamento con una riflessione che va oltre il semplice retroscena di mercato: “Non sempre serve una vetrina come il Mondiale per rendersi conto di quanto determinati giocatori siano forti. Ci sono allenatori con i propri scout, con i propri consulenti, con i propri amici di fiducia che lavorano per i club, che guardano tutto il mondo e che quindi sanno già quali sono eventualmente determinati potenziali giovani campioni da poter prendere.” Una difesa implicita del lavoro invisibile che precede ogni grande scoperta e un promemoria che Bouaddi, prima di diventare la stella del Mondiale, era già nel radar di chi sapeva dove guardare.

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